Posts Tagged ‘Energia’

E-Bag di Electrolux, la borsa più…cool!!

lunedì, marzo 9th, 2009

Si chiama E-bag ed è uno dei progetti emersi al Electrolux Design Lab 2008, la borsa più cool del momento!! Non fatevi ingannare dalle apparenze, e-bag è una borsa hi-tech!

Electrolux E-Bag

Beh non sto parlando di tendenze, sebbene il design sia d’impatto, ma di cool nel senso letterale di fresco; sto parlando infatti di una parlicolare borsa che tiene freschi gli alimenti contenuti in un modo molto molto particolare…non c’è ghiaccio nè un sistema elettrico di raffreddamento. Come raffredda allora?

E-bag sfrutta l’energia cinetica del corpo, soprattutto quella dell’oscillazione delle braccia, che produciamo durante il cammino. Questa energia viene “catturata” dal manico della borsa collegato ad una dinamo che carica la batteria trasferendo calore grazie all’effetto Peltier (fenomeno termoelettrico per cui la corrente elettrica che scorre tra due metalli o semi conduttori differenti posti in contatto -giunzione peltier- produce un trasferimento di calore). Grazie ai LED è possibile capire il grado ottimale di raffreddamento della borsa.

Il progetto è stato realizzato da Apor Püspöki, studente della Moholy-Nagy University of Arts and Design di Budapest (Ungheria) il quale ha dichiatato: “Ho voluto fare un punto sul modo in cui la vita si interfaccia con l’aumento del consumo di energia. Bisogna pensare quindi a nuovi progetti responsabili e sostenibili per tutti, partendo anche dalle cose più semplici”.

Giappone: arrivano i marciapiedi piezoelettrici

sabato, dicembre 13th, 2008

Le tecnologie piezoelettriche arrivano anche in Giappone. Grazie a dei particolari marciapiedi i giapponesi riusciranno a creare energia pulita direttamente dai passi delle persone.
Energia pulita creata direttamente dai passi delle persone. Il tappeto piezoelettrico per l’energia gratuita e rinnovabile.
Di applicazioni piezoelettriche ne abbiamo già viste molte a partire dalla discoteca di Rotterdam, alla palestra della California, senza dimenticare la metro di Londra o i pacemaker per il cuore. Alla lista oggi aggiungiamo i marciapiedi giapponesi.
Il sistema è stato installato all’esterno della stazione ferroviaria di Shibuya -Tokio-  pronto per catturare tutta l’energia dei viaggiatori. Per ogni passo di una persona, di almeno 60 Kg, i sistemi piezoelettrici riescono a generare 0,5 KWh.  Per chi puo’ fare un “salto” potrà vedere il marciapiede in funzione fino al 26 Dicembre.
Un sistema dalle dimensioni minime, dai costi limitati e dall’elevata efficienza. Dopo questa prova, il Giappone inizia a pensare a progetti più seri e duraturi, ad sistemi per l’intera città -o per parti della città- per catturare quanta più energia possibile per alimentare sistemi illuminanti o creare strade energetiche. Staremo a vedere.

Biofuel dal latte in Nuova Zelanda

giovedì, novembre 13th, 2008

In Nuova Zelanda si sta sperimentando la produzione di biofuel dal latte. Il prodotto “Gull Force 10 biofuel” è una miscela di benzina mescolata con bioetanolo al 10%. L’etanolo è ricavato dal siero di latte che è un sottoprodotto naturale dell’industria lattiera in Nuova Zelanda. Il primo ministro della Nuova Zelanda, Helen Clark, ha commentato positivamente la sperimentazione che potrebbe alleggerire la bolletta energetica e le emissioni di gas serra del paese australe. In base alla politica nazionale approvata lo scorso febbraio 2007 dal governo neozelandese il biofuel dovrà essere introdotto al di sopra del 3.4 % dalle compagnie petrolifere entro il 2012. Non a caso l’idea di produrre bioetanolo dal latte è arrivata da una piccola compagnia petrolifera nazionale, la Gull petrol, che in tal modo si adegua per tempo alle nuove normative e inietta una spinta economica vitale alla filiera lattiera locale. Lo stabilimento nazionale Fonterra’s Edgecumbe è già in grado di produrre 30 mila litri di etanolo al giorno.

Detassazione del biofuel in Nuova Zelanda. Per agevolare l’introduzione al biofuel il governo neozelandese ha eliminato ogni forma di tassazione sulla quota destinata a bioetanolo in modo da favorire la concorrenza tra le compagnie e la riduzione del costo di produzione. Il primo ministro Helen Clark, che nelle agenzie di stampa è stata fotografata in una pompa di benzina biofuel ha dichiarato alla stampa di credere nelle potenzialità in energia rinnovabile del paese.

La visione di Rifkin

venerdì, novembre 7th, 2008

Ecco il link ad un articolo che, segnalatoci ieri in classe, sembra dare notevole credibilità alla nostra idea di “possibile scenario” (in sintonia, inoltre, con le parole chiave esplicitate settimana scorsa).

http://www.cluster.eu/2008/09/30/la-visione-di-rifkin/#more-423

sculture cinetiche: la forza del vento

mercoledì, novembre 5th, 2008

Theo Jansen, artista contemporaneo, utilizza le sue conoscenze e la sua formazione scientifica per dare vita a sculture cinetiche in grado di muoversi ed animarsi semplicemente entrando a contatto con il vento. Sebbene non vi sia una diretta possibilità di sfruttare i suoi studi e le sue opere in campo energetico, le sue opere rendono evidente la forza del vento ed i potenziali sviluppi ed utilizzi dello stessoper la mobilità e la creazione di energia. Nel link, un esempio delle sue creazioni.

http://it.youtube.com/watch?v=WcR7U2tuNoY

Philips, bio-architetture sostenibili: la casa come organismo vivente

lunedì, novembre 3rd, 2008

Le abitazioni del 2020. Off the Grid: organismi che dialogano con l’ambiente dal quale traggono acqua, aria, luce e calore. Un nuovo concetto di casa ecosostenibile e futuribile (tutte le foto a fine articolo).

Dopo gli elettro-tatuaggi e gli accessori sensibili e lumalive, è sempre la Philips a proporci un altro progetto, questa volta destinato alle abitazioni. Senza dubbio più utile dei precedenti e più attento alle problematiche ambientali contemporanee e future.

Si chiamano Off The Grid, Sustainable Habitat 2020, e sono le nuove bio-architetture progettate dalla PHILIPS. Ogni palazzo è progettato con una “pelle” particolare che, proprio come un essere vivente, reagisce e interagisce con l’ambiente, recupera le acque piovane, immagazzina calore, scherma o lascia passare tutta la luce che desideriamo, recupera energia pulita…

Le nuove architetture Off the Grid hanno un aspetto leggero alla vista e si integrano perfettamente all’ambiente circostante. La struttura esterna è formata da “pelli sensibili” capaci di mutare le proprie caratteristiche fisiche e regolare diversi aspetti come luce, aria, acqua ed energia. Vediamo come.

Il corpo Off the Grid, come si vede dalle foto, si manifesta con una struttura leggera caratterizzata da  particolari “fiori” , nucleo fondamentale di tutto i lunzionamento bio-mimetico dell’edificio. A seconda delle necessità questi “fiori ” possono essere aperti (come dei fiori che sbocciano) per lasciar passare più o meno luce fino a rendere tutto l’appartamento completamente trasparente. Questo sistema riduce drasticamente l’utilizzo di luce artificiale in favore di quella naturale favorendo la salute ed il benessere psicofisico delle persone.

Aria. Sempre gli stessi “fiori “, destinati a lasciar passare più o meno luce, fungono anche da incanalatori di aria e vento. Il passaggio delle correnti di aria all’interno dei “fiori” genera energia pulita destinata ad alimentare l’edificio stesso fornendo, in più, aria pulita (depurata e privata di agenti allergici o tossici) per gli interni dell’edicifio e, grazie ai sistemi di canalizzazione, l’aria può anche essere raffreddata naturalmente (per i periodi estivi).

Acqua. Grazie ai “fiori” è possibile recuperare tutta l’acqua piovana e l’umidità presente nell’aria (anche nei periodi di siccità). Una volta purificata e filtrata è possibile riutilizzarla nel circuito chiuso della casa.

Rifiuti ed energia. I rifiuti organici vengono trasformati in energia di biogas utilizzabile per il riscaldamento dell’appartamento o dell’acqua per il lavaggio.

Il progetto è destinato alle megalopoli del 2020, in particolare alle emergenti megalopoli cinesi, ma immagino non ci dispiacerebbe avere edifici del genere anche in Italia

CITY ECO LAB

lunedì, novembre 3rd, 2008

Evento di portata internazionale, inserito nel contesto della Biennale internazionele di Design, Sant’etienne  , che si terrà dal 15 al 30 Novembre 2008.

Di seguito una lista delle iniziative, alcune delle quali avranno sede, nello stesso periodo, in tutta Europa.

VELO WALAS
Avinash Kumar on the story behind velowala.org, a media installation made by a
team in Delhi that brings the bike-based commerce of the streets of India alive
- in St Etienne. (Saturday 15/11)

ECOSOFT; WORLDCHANGING
New economic models, complementary currencies, local economy trading schemes,
alternative trade networks, community supported agriculture: Bethany Koby &
Ellie Thornhill talk about their eco-soft shop. They are followed later that day
by special guest Alex Steffen, editor of Worldchanging. (Sunday 16/11)

DESIGN IMPERATIVES; ENERGY
Allan Chochinov, editor in chief of Core77.com, gives a keynote on “design
imperatives”. Later, a worskhop on design and energy will discuss: can design
help us choose among the growing number of green energy offers ? (Tuesday 18/11)

COMPOSTING; DE-MOTORISATION; MANZINI
Clare Brass + Flora Bowden from SEED Foundation talk about their neighbourhood
composting service. Later there’s a design clinic : Design for mobility, or for
de-motorisation? There follows a special keynote by Ezio Manzini on “design
strategies for the small, local, open and connected”. Oh yes, and the French
edition of In The Bubble is launched at 18h. (Wednesday 19/11)

OPEN SYSTEMS AND INFORMAL TECHNOLOGY
A sustainable world will be densely networked – but not by closed, proprietary
networks. Juha Huuskonen (Pixelache, Piksel, Pixelvark, Afropixel, Pikslaverk,
PixelAzo) and Jean-Noel Montagne (CrasLabs, Paris) discuss how self organisation
and technological autarchy will be crucial in the coming years. (Thursday 20/11)

EDIBLE GARDENS ON LYON BROWNFIELD SITES; KIMCHI AND THE CITY
Emanual Louisgrand talks about l’Ilot d’Amaranthes – his gardens on brownfield
sites in Lyon. Later, a design clinic on Food and the City features Matthieu
Benoit-Gonin (Jardinethic); Debra Solomon (culiblog.org); and Francois Jegou
(solutioning.net). (Friday 21/11)

DESIGNING SUSTAINABILITY EVENTS
A Doors of Perception lunchtime discussion. If you are serious about hoping to
do an event City Eco Lab (or Dott 07) in your own region, Doors cannot fund it -
but we can help with the strategy and process. (Saturday 22/11)

RE-LOCALISATION AND SMALL BUSINESSES
Design clinic for and with local companies. (Monday 24/11)

NURTURING A REGION’S HARD AND SOFT RESOURCES
How to find and document eco-materials – and human savoir faire (Tuesday 25/11)

WATER AND THE CITY; SUDS
Re-connecting a city with its natural systems: projects for St Etienne’s River
Furan. Plus a design clinic on sustainable urban drainage systems (SUDS).
(Wednesday 26/11)

MAPS OF THE FUTURE
Pirjo Haikola from the Why Factory (NL) a research institute on the future city
founded by Winy Maas and MVRDV, shows how maps are used in rethinking,
researching, reshaping and enhancing images of future urban life.
(Thursday 27/11)

SO WHAT EXACTLY IS AN ECO NEIGHBOURHOOD?
Citizens and designers involved in one of St Etienne’s “eco quartiers” (eco
neighbourhoods) discuss what functions make a place eco – or not -
and how to measure their performance. (Thursday 27/11)

LESSONS OF CANTEEN 80KM
The City Eco Lab restaurant, Cantine80km, serves food sourced within a 80km
radius – the maximum distance food may travel in France without being
refrigerated (Friday 28/11).

TRANSITION CITIES CONFERENCE
Transition Towns groups are growing like wildfilre. The transition model
“emboldens communities to look peak oil and climate change squarely in the
eye and unleash the collective genius of their own people to find the answers
to a big question: for all those aspects of life that this community needs
in order to sustain itself and thrive, how are we going to rebuild resilience
(in response to peak oil) and drastically reduce carbon emissions (in response
to climate change)?” The Transition Cities conference will share ideas and
insights, tools and techniques, and explore what works and what doesn’t.
November 27-28 Nottingham.

ECONOMIC ASHES TO ASHES
The policy think-tank Demos is launching a new book in London called After the
Apocalypse. The report asks, “what we do when the (financial crisis) dust begins
to settle?” When, or if? The speakers listed are heavyweight inside-the-tenters
- but I wish Demos could also have invited Ilargi from Automatic Earth.
6pm, Wednesday 5 November at Demos, London.

ONE PLANET, ONE DAY
A sustainability event hosted by BioRegional in London will focus on real life
developments and businesses: One Brighton urban living; Sonoma Mountain Village
mixed-use community; B&Q One Planet Living retail (sic); Masdar City zero carbon
city; One Planet 2012 London Olympics; Mata de Sesimbra eco-tourism and
conservation development, Portugal. Is building eco cities like Masdar from
scratch in the middle of a desert appropriate, or even viable?
The debate could be lively. 3 December, London.

WEB-BASED TOOLS FOR SOCIAL CHANGE.
Social Innovation Camp is looking for the best ideas for web-based tools to
create social change. From 5-7 December the camp will connect software
developers and designers with front-line practitioners to develop six web tools
to change the world. Idea submissions are required by Friday 7 November.

MASTER OF ADVANCED STUDIES IN DESIGN CULTURE
A new masters at the interface of science and society has been launched at the
Institute for Design Research in Zurich.
/

NORWEGIAN JOURNAL FOR DESIGN RESEARCH
invites articles in Norwegian, Swedish, Danish and English.

SERVICE DESIGN CONFERENCE
Speakers include Shelley Evensen (Carnegie Mellon University) Rory Hamilton and
Sean Miller (Live|work), Jamin Hegeman (Nokia), Oliver King (Engine), Craig
LaRosa (Continuum) and Denis Weil (McDonalds). 24-26 November, Amsterdam.

450 FILMS ABOUT ARCHITECTURE
I’m not sure whether this counts as a threat, or a promise, but the new website
of Rotterdam’s Architecture Film Festival lists a staggering 450 movies. The
next festival (it’s biennial) begins 29 October 2009.

THE INTERNET OF THINGS
Rob van Kranenberg (with Sean Dodson) has published a a timely book about
“ambient technology” and the all-seeing network of Radio Frequency
Identification Devices (RFID). Anyone living in a city is exposed daily to
dozens of closed-circuit television and camera-phones – but in a few years’ time
even more pervasive and technologies will take their place as consumer goods are
assigned IP addresses, just as web pages are today. Are designers, architects,
policy makers equipped to deal with these fundamental issues ? They will be
better prepared if they read this book. It’s downloadable for free.

CURRY STONE DESIGN PRIZE
A South African architectural firm whose ingenious, yet simple design
re-envisions low-income housing for a Cape Town shantytown, was named the
winner. Luyanda Mpahlwa, 49, and Mphethi Morojele, 45, received the $100,000
prize, administered by the University of Kentucky College of Design. The prize
is given annually to breakthrough design solutions with the power and potential
to improve our lives and the world we live in.

NUBIAN VAULTS
In the Sahel, desertification is a major threat to the local people and their
environment. The traditional use of raw timber as a construction material,
particularly for roofing, is no longer feasible. Population growth,
deforestation, and desertification have contributed to a shift in rural areas to
importing building materials, including sheet metal, to be used for roofing. To
address this problem, the Nubian Vault Association (AVN) has adapted an age-old
construction technique that has been used in other parts of Africa and
throughout the world. To date, AVN has trained 110 builders, is currently
training 100 more, and has built 550 vaults in Burkina Faso, Mali, Senegal, and
Togo. AVN needs money to establish new partnerships and bring its “Earth Roofs”
program to other countries in the Sahel. We know the people – which is why we
urge you support AVN if you can.

CYNICAL ABOUT SYNTONY
The Royal Society of Arts asked me to fill in a survey: “Can Cynicism be good
for Society and Democracy?” The survey was so repetitive that I gave up half-way
through. I should have known better – and stopped earlier – when I saw the word
“syntony.” A significant cause of the cynical society is surely the creation of
synthetic buzzwords. But one thousand of my fellow Fellows, being made of
stronger stuff , completed the survey – and cynicism is indeed infecting the
very fabric of our society. Top of the list was politics (51 per cent) compared
with 31 per cent for “general cynicism of life” and 30 per cent for business.
What a surprise!

H2Roma 13.14.15 Novembre

martedì, ottobre 28th, 2008

Sullo sviluppo delle nuove tecnologie nel campo della mobiltà, con ampio spazio ai progetti e all’inovazione in ambito automoblistco, si tiene dal 13 al 15 novembre “H2Roma energy & mobility show”, un insieme di eventi dedicata all’auto ecocompatibile: dalla tecnologia alla ricerca, dall’energia all’innovazione, dall’industria ai veicoli in corsa verso il traguardo delle emissioni zero.

Tutti gli eventi sono aperti al pubblico e segnalati sul sito dell’evento.

New daylife scenarios from MIT – Mobile Experience Laboratory

lunedì, ottobre 27th, 2008

The following proof of concept studies are intended as future visions of the utilization of CUD pilot programs in urban environments. These visions of connected and sustainable urban development were created by MIT Mobile Experience Lab in collaboration with Cisco Systems – Internet Business Solutions Group.

Connected Home

The Connected Home of the future will incorporate an integrated approach to buildings and their interaction with occupants, the local community, and beyond. This demonstration of the Connected Home of the future incorporates smart energy solutions, automated services and efficiency measures to aid citizens lead more sustainable lives. Technologies such as a Personal Travel Assistant, energy monitoring tools, TelePresence and social networking interactions, and energy grids for micro generation of energy across the urban community illustrate how citizens can play a positive and sustainable role in their urban landscape. 

Video

Connected Urban Development

Connected urban environments couple ubiquitous broadband with open standards and increased information transparency to promote public, private, and people partnerships which reflect local, regional, and global perspectives on environmental, political, and economic landscapes. By encouraging the development of information and communication technologies (also known as ICT), city governments can enhance both citizen experiences and city management.

This increased information transparency, coupled with ubiquitous broadband and connected environments, promotes improved customer experiences, while open standards enable greater integration with social networking and other lifestyle applications.

This demonstration of a future vision of Connected Urban Development incorporates urban transportation options such as vehicle sharing and journey planning through interacting devices and information sources. Smart energy solutions, microgeneration, community generated urban information sources, piezoelectric energy generation are presented as scenarios for a pervasive, integrated vision of cities of the future.

Video

Personal Travel Assistant

The application of a Personal Travel Assistant (PTA) in three scenarios; commuter, tourist and student is applied to various media through which the PTA can be used. These range from a character based, physical interface (in the scenario presented here, as a Koala), a travel opportunity map (TOM), presented graphically by time and distance. Other applications such as an Ecopet, where low carbon travel can earn eco-points, and a web based tool further develop the device agnostic nature of the PTA.

Video

Accendo la luce per connettermi a Internet

lunedì, ottobre 27th, 2008

 

 

 

Led per l'accesso wireless a internet

 

Led per l’accesso wireless a internet

Una stanza luminosa per connettere a Internet computer, cellulari e iPhone. Senza cavi che intralciano il cammino tra le scrivanie. I punti di accesso alla rete, però, non sono le antennine degli hotspot, ma led come quelli che illuminano il percorso nelle sale cinematografiche o i pulsanti per sollevare i finestrini nelle automobili. È una tecnologia che sfrutta per l’invio di dati le impercettibili intermittenze di luce emessa dai led: si tratta di un progetto sviluppato da alcuni ricercatori del Boston University college che di recente hanno ottenuto finanziamenti da una prestigiosa istituzione americana, la National science foundation.

L’area wireless “luminosa” è in grado di collegare alla rete apparecchi come televisioni, radio, computer, telefonini e termostati: ma quali sarebbero i vantaggi rispetto alle attuali tecnologie? Secondo i ricercatori, i led raggiungono la velocità di dieci megabit al secondo per la trasmissione wireless, superando il Wi-fi. Inoltre, gli utenti sarebbero anche più sicuri da intercettazioni o da persone collegate clandestinamente perché la luce, a differenza delle frequenze Wi-fi, non attraversa i muri. L’area wireless, quindi, sarebbe confinata unicamente nel perimetro di una stanza. Il sistema proposto dal Boston University college ha anche un risvolto ecologico: nei prossimi anni le lampadine a incandescenza saranno sostituite da fonti luminose che richiedono un minore consumo energetico. E una zona illuminata da led permetterebbe contemporaneamente di ridurre i consumi e di avere a disposizione una connessione a internet superveloce. La prima applicazione immaginata dai ricercatori, però, è nei trasporti: gli ambienti interni delle autobili, per esempio, contengono led,ma si ipotizzano applicazioni anche nell’ambiente lavoro.

Già sette anni fa Stephen Leeb, professore al Mit, aveva proposto di usare le lampadine tradizionali per trasmettere dati in ambienti chiusi: il suo apparecchio permetteva di affievolire la luce per una piccola frazione di secondo, generando oscillazioni luminose sono impercettibili alla vista, ma tali da consentire l’invio di informazioni. Il progetto è uscito dal laboratorio ed è diventato un’azienda, Talking lights: il sistema sviluppato da Leeb utilizza lampadari e abat-jour per trovare persone e oggetti che indossano badge o altri dispositivi in grandi edifici: finora è stato utilizzato da alberghi, ospedali e casinò

http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/10/08/accendo-la-luce-per-connettermi-a-internet/

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