Wearable Health
Wealthy è un prototipo nato da un omonimo progetto europeo realizzato dall’azienda italiana Smartex, laboratorio specializzato nella produzione di tessuti sensorizzati. Wealthy è una sorta di check up ambulante per cardiopatici. Si presenta come una normale canotta sportiva, ma è dotata di sensori tessili che tengono costantemente monitorati cuore, respiro e temperatura corporea. I dati rilevati sono trasmessi via Bluetooth a un piccolo computer portatile, che li archivia e li comunica in automatico ad appositi centri ospedalieri di raccolta delle informazioni, oppure li spedisce direttamente via Gprs. Wealthy ha nel suo potenziale bacino d’utenza non solo i cardiopatici che devono essere controllati 24 ore su 24, ma anche ciclisti, maratoneti e atleti impegnati in discipline intense. Link
Life shirt, progettata dall’americana vivometrics, è una T-shirt con sensori incorporati che misurano frequenza e volumi respiratori, toracici e addominali e dotata di appositi “tagli” nei quali si possono inserire elettrodi per la rilevazione del battito cardiaco. Link
Il Politecnico di Milano che, in collaborazione con la Ageostan Medical Engineering di Brescia e la SX-Sistemi per Telemedicina, ha progettato e realizzato T-Sense, una maglietta plurisensorializzata con elettrodi-tessuti: in sostanza, nelle fibre sono inseriti dei fili d’argento che, funzionando sia da elettrodi sia da trasporto dei segnali bioelettrici, eseguono un vero e proprio elettrocardiogramma. La maglietta è dotata anche di un poligrafo indossabile dalle dimensioni ridotte che consente di rilevare, oltre ai parametri cardiorespiratori, anche la saturazione d’ossigeno, il movimento e la temperatura corporea e di memorizzarli o trasmetterli a distanza in caso di necessità. Link
In Giappone la Cutecircuit ha immesso sul mercato Hug Shirt, una blusa lavabile e disponibile in molti colori, equipaggiata con microsensori che permettono di scambiare via cellulare non foto o video, bensì la tangibile sensazione fisica di un abbraccio a distanza. Le Hug Shirt, infatti, sono sensibili al tocco, al calore della pelle e alle pulsazioni di chi chiama e chi risponde. In sostanza, vibrano trasmettendo il contatto a distanza. Semplice il meccanismo: i sensori incorporati nel tessuto si collegano via Bluetooth al cellulare. Una volta connessi possono ricevere “abbracci virtuali” sia da persone che indossano una Hug Shirt, sia da persone che non ne sono dotate.In quest’ultima ipotesi, basta inviare un messaggio sms. Se entrambi gli interlocutori indossano la maglietta, il chiamante sfiorando le zone sensibili della propria T-shirt trasmette su quella del partner gli stessi stimoli, in qualsiasi luogo del mondo esso si trovi.E il costo dell’abbraccio è economico: equivale a quello di un sms. Link
L’azienda canadese Solestrom, per esempio, ha prodotto un bikini dotato di un congegno che misura il livello di raggi ultravioletti assorbiti: quando si raggiunge la soglia di rischio, un allarme avverte con sonori bip che è ora di mettersi all’ombra. Link
Ma i tessuti possono letteralmente nutrire la pelle con sostanze benefiche per l’organismo. L’ultima frontiera per l’assunzione della vitamina C proviene dal Giappone ed è una T-shirt prodotta dalla Fuji Spinning Company nel cui filato sono incorporate microcapsule che a contatto con la pelle rilasciano la stessa quantità di vitamina presente in due limoni. Link
Quello dei tessuti indossabili, ma anche per l’arredamento, con proprietà “curative” è uno dei campi nei quali si sono già fatti progressi non indifferenti. È il caso dei tessuti antiacari e antibatterici con incorporate sostanze quali i sali d’argento, il chitosano o i nuovi polimeri anfifilici dal potente effetto antimicrobico. In sostanza, questi tessuti sfruttano lo stesso principio dei cerotti medicali applicabili sulla pelle per rilasciare principi attivi.Sono allo studio tessuti per assorbire i raggi uva, capaci di cicatrizzare le ferite, di alleviare dolori, di liberare ormoni. Sono già stati messi in commercio indumenti confezionati con biotessuti: calze con fibre poliesteri antibatteriche, collant cosmetici con microcapsule che liberano principi attivi energizzanti e idratanti. Pierre Cardin ha disegnato alcuni abiti che proteggono dall’elettricità statica, invisibile fonte di stress, la cui stoffa è tessuta con alcune fibre di metallo particolare, mentre Invicta ha lanciato guanti termici con intercapedine in gore-windstopper.
Per arrivare all’assurdo: gli slip “rivitalizzanti” AussieBum Essence che sfruttano l’azione del ginseng. Link
Fonti principali:
http://www.wired.com/techbiz/startups/magazine/16-02/ps_smartclothes
http://dweb.repubblica.it/dettaglio/Vestiti-con-il-QI/1461
Tags: qualità della vita, salute, Servizi alla persona, tecnologia
