Archive for the ‘articoli’ Category

Light Lane, la ista ciclabile sempre con te

giovedì, gennaio 22nd, 2009

Sognate una pista ciclabile “privata”? E’ l’idea proposta dai designer Alex Tee ed Evan Gant. Sicurezza, anche di notte, per i ciclisti più fanatici grazie a Light Lane.
Chi ama andare in bicicletta alzi la mano! La bici è sicuramente un ottimo passatempo, un salutare sport e un mezzo di trasporto estremamente sostenibile. Perfetto da tutti i punti di vista anche se, spesso, risulta carente dal punto di vista della sicurezza.
Soprattutto di sera, alcune piste ciclabili possono risultare davvero rischiose. Alcune, soprattutto quelle a livello stradale (qualora ci siano), sono mal illuminate e mal segnalate, cosa che rende difficile l’identificazione dei ciclisti da parte degli automobilisti meno attenti, con conseguenze spesso tragiche.
Alex Tee ed Evan Gant progettano quindi Light Lane un dispositivo da applicare alla parte posteriore del sellino della bicicletta. Grazie a questo faro-laser è possibile creare una pista ciclabile virtuale e segnalare la propria presenza su strada, ben visibile di notte, anche a distanza, con tanto di logo della pista ciclabile.
Non risolve certamente tutti i problemi dei ciclisti, che sicuramente sarebbero più contenti se avessero delle piste ciclabili separate dalla carreggiata con paletti protettivi e lampioni luminosi, ma magari aiuta a preverire spiacevoli incidenti.

Giappone: arrivano i marciapiedi piezoelettrici

sabato, dicembre 13th, 2008

Le tecnologie piezoelettriche arrivano anche in Giappone. Grazie a dei particolari marciapiedi i giapponesi riusciranno a creare energia pulita direttamente dai passi delle persone.
Energia pulita creata direttamente dai passi delle persone. Il tappeto piezoelettrico per l’energia gratuita e rinnovabile.
Di applicazioni piezoelettriche ne abbiamo già viste molte a partire dalla discoteca di Rotterdam, alla palestra della California, senza dimenticare la metro di Londra o i pacemaker per il cuore. Alla lista oggi aggiungiamo i marciapiedi giapponesi.
Il sistema è stato installato all’esterno della stazione ferroviaria di Shibuya -Tokio-  pronto per catturare tutta l’energia dei viaggiatori. Per ogni passo di una persona, di almeno 60 Kg, i sistemi piezoelettrici riescono a generare 0,5 KWh.  Per chi puo’ fare un “salto” potrà vedere il marciapiede in funzione fino al 26 Dicembre.
Un sistema dalle dimensioni minime, dai costi limitati e dall’elevata efficienza. Dopo questa prova, il Giappone inizia a pensare a progetti più seri e duraturi, ad sistemi per l’intera città -o per parti della città- per catturare quanta più energia possibile per alimentare sistemi illuminanti o creare strade energetiche. Staremo a vedere.

Sustainable Cities Report 2007 & 2008

sabato, novembre 29th, 2008

Cities are key drivers of economic growth in the UK, and there have been concerted government efforts in the last eight years (since the 2000 Urban White Paper Our Towns and Cities) to push an urban renaissance through regeneration of our towns and cities. But it was needed this growth to be sustainable. It needs to create places that fulfil the twin priorities of the government’s sustainable development policy: cities where there are strong, healthy and just societies, living within environmental limits.

As cities regenerate and flourish again, how do we ensure that economic growth does not come through trade-offs with social and environmental quality? Action at all levels to respond and adapt to climate change is urgent, but we need to do this within the framework of sustainable development: to ensure that development is not just measured in pounds and carbon, but also looks at how quality of life is improved, while reducing carbon emissions and respecting other environmental limits.

In 2 annual Sustainable Cities Indexs it has once again ranked the 20 largest British cities on a selection of social,environmental and economic indicators, to track their progress on sustainability. They hope that by updating this index annually, they can continue to shine a spotlight on sustainability in cities, and encourage some healthy competition between them.

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H2O Scenarios

sabato, novembre 29th, 2008

It is an article about todays water consumption, tendencies, new investments with significant examples( case of China and Africa) water scenarios. It is a extensive analysis of today water crisis.

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Il social network nella maglietta

lunedì, novembre 24th, 2008

Dall’Olanda un’idea per agevolare la socializzazione. Una t-shirt dotata di una tecnologia che permette di saperne di più sulla persona che la indossa. Il tutto tramite cellulare e web

OLANDA – Qualcuno ha mai desiderato di poter cliccare sulle persone che si incontrano per strada, nei negozi o nei locali, e avere così la possibilità di leggerne il profilo, per conoscerne i gusti e le inclinazioni e decidere quindi se vale la pena avvicinarle e socializzare? Ebbene, un’idea simile è alla base del progetto sviluppato dall’azienda olandese W-41, che ha realizzato delle speciali magliette (ma anche canotte e felpe) dotate di una sorta di codice a barre leggibile tramite telefonino e in grado di indirizzare il curioso di turno sulle pagine web personali di chi indossa il capo di abbigliamento.

LA TECNOLOGIA - In pratica, una volta fotografati tramite un semplice cellulare, questi particolari bar-code (basati su piattaforma ShotCode) rimandano al profilo FaceBook, MySpace, Linkedin (e via dicendo) della persona che ha scelto di «auto-taggarsi» tramite l’indumento di W-41 e rendersi così identificabile da chiunque abbia installato nel proprio dispositivo mobile l’applicazione dedicata. Solo tramite questo particolare software, infatti, il telefono è in grado di riconoscere il logo W-41 e leggere le informazioni in esso contenute. Informazioni che ovviamente sono limitate a ciò che il possessore della maglia ha deciso di rendere pubblico. Il sistema permette inoltre di utilizzare il cellulare anche per lasciare un messaggio direttamente sulla pagina del profilo che si sta visionando.

PER TUTTI - L’azienda di abbigliamento vende sia indumenti per uomini che per donne, tutti disponibili per l’acquisto sul suo negozio online a un prezzo che va dai 35 ai 40 dollari. I telefonini con cui l’applicazione è compatibile sono circa 315, e per sapere se il proprio è nella lista è sufficiente selezionare marca e modello dall’elenco proposto nella pagina del sito dedicata al download. Quindi, se si è fortunati, procedere all’installazione e il gioco è fatto. A questo punto basta solo tenere gli occhi aperti e non lasciarsi sfuggire l’inconfondibile logo intelligente, qualora se ne incontrasse uno.

Il tablet pc adesso si comanda con un dito grazie al multitouch

lunedì, novembre 24th, 2008

Si chiama Touchsmart tx2, lo ha annunciato oggi Hewlett Packard ed è il primo esemplare di notebook convertibile in computer a tavoletta basato su Windows a dotarsi della tecnologia “multitouch”. L’integrazione nello schermo da 12,1 pollici di una speciale interfaccia tattile (TouchSmart) permette cioè di poter operare sul display con due dita (della stessa mano o di mani diverse) per avviare una serie di comandi attraverso tocchi multipli contemporanei. In altre parole, questo pc va oltre la tradizionale interazione al tocco e permette per esempio di sfogliare e manipolare fotografie o scrollare verso il basso le pagine di un qualsiasi documento Office o di una pagina Web interagendo a “doppia via” (manuale o con l’ausilio di un’apposita penna stilo) con il pannello del computer. Il principio è quello alla base del noto Surface Pc di Microsoft e già mutuato da Hp sulla linea di desktop TouchSmart destinati al mercato consumer: nel caso specifico di questa nuova famiglia di pc portatili l’applicazione del multitouch fa pendant con la suite multimediale MediaSmart 2.0 (la si può avviare tracciando una “M” sullo schermo), che abilita l’accesso diretto ai programmi per riprodurre i contenuti digitali in archivio, ascoltare la radio e guardare la Tv.

Nel cuore del nuovo gioiello hi-tech di Hp si trovano un processore Amd Turion X2 da 2.1 GHz, una scheda grafica di nuova generazione (la Ati Radeon HD 3200) e un masterizzatore Dvd. Il sistema operativo preinstallato è Windows Vista ed è data per scontata la compatibilità del Touchsmart tx2 con Windows 7. Della sua disponibilità in Italia non ci sono notizie mentre è certo il fatto che negli Stati Uniti è già in prevendita sul sito del produttore californiano (le consegne sono previste da fine novembre in avanti) con un prezzo di listino di partenza di 1.149 dollari. Al cambio attuale sono circa 900 euro, meno della metà del modello “multitouch” TouchSmart IQ800 con schermo da 25 pollici che Hp ha già lanciato anche nel Bel Paese.

Microblogging: un blog in 140 caratteri

giovedì, novembre 20th, 2008

E’ la moda del momento: il microblogging sta prendendo sempre più piede, anche qui da noi, tanto che nei mesi scorsi si è addirittura tenuto un barcamp (una non-conferenza) sul tema. Ma cos’è il microblogging?

Il microblogging, stando a Wikipedia, “è una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in Rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni, appunti. Questi contenuti vengono pubblicati in un servizio di Social Network, visibili a tutti o soltanto alle persone della propria community”.

Si tratta quindi di un’evoluzione rispetto ai blog tradizionali: se nel nostro blog possiamo scrivere quanto ci pare, col microblogging l’essere stringati e saper riassumere in micro-contenuti il nostro messaggio diventa fondamentale.

Uno dei protagonisti indiscussi di questo fenomeno è Twitter (del quale abbiamo già parlato in questo articolo). Nato nel luglio 2006 si è subito imposto all’utenza per la sua facilità d’uso e per l’immediatezza delle informazioni: in 140 caratteri (aggiornabili anche via SMS) è possibile raccontare una storia, seguire le news delle principali testate online o anche solo raccontare in “miniracconti” la propria giornata ad amici e “followers”.

Anche Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti, ha un account Twitter che è riuscito a raccogliere durante la campagna elettorale oltre 132.000 followers (un follower è una persona che decide volontariamente di seguire i tuoi update), ne abbiamo parlato anche in un articolo dedicato all’importanza del Web 2.0 nella campagna elettorale USA. Un fenomeno inarrestabile, che sta contagiando anche i politici di casa nostra (vedi colonna di destra).  

Altro servizio, più simile ad un blog che ad un microblog è tumblr. Tumblr permette di aprire un mini-blog in pochissimi minuti. Grazie poi ad uno speciale pulsante da salvare nei preferiti del nostro browser (in gergo tecnico si tratta di un “bookmarklet”) possiamo inserire nel nostro tumblr foto, testi, video, audio e qualunque altra cosa ci possa interessare con pochissimi click del mouse.  

Inevitabilmente, dopo il successo di servizi precursori come Twitter e Tumblr sono arrivati decine di servizi simili, che a volte si limitano a copiare le funzionalità di uno o dell’altro mentre a volte le integrano, creando servizi nuovi ed innovativi.

Esempio italiano di integrazione in questo campo è Meemi, che fa del meme l’unità minima di informazioni che gli utenti scambiano tra di loro. Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, sempre secondo Wikipedia.

Su Meemi oltre alle varietà di memi (testuali, audio, video, ecc…), sono a disposizione dell’utente i canali (molto simili ai tag) e la fonte per condividere o collezionare un nuovo micro contenuto.

Come raccapezzarsi in questo mare di servizi tutti simili tra loro? Quale usare? Quale invece scartare? Beh, la domanda è difficile e una risposta univoca non c’è. I servizi di microblogging seppur simili tra loro attirano diverse fasce d’utenza divise per nazionalità, o anche per “educazione”: ci sono piattaforme dedicate al semplice divertimento e piattaforme più “serie” dove messaggi come “vado al bagno” sono più difficilmente accettati. L’unico modo per capire quale servizio è più adatto a noi è provarli, se non tutti almeno qualcuno.

Capitali di conoscenza:Alla ricerca delle “città illuminate”

martedì, novembre 18th, 2008

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California, shock da terremoto

martedì, novembre 18th, 2008

A COSA si troverebbero di fronte i superstiti del Big One, se il grande terremoto investisse la California? Questa domanda è il punto di partenza del progetto “AfterShock”, promosso dall’Institute for the Future di Palo Alto, in collaborazione con gli studenti dell’Università di Design di Pasadena. Quello dell’Iftf è il primo studio dedicato alle reazioni della società civile, dopo le tante ricerche eseguite per rilevare le conseguenze di un evento di queste dimensioni sulle infrastrutture e sull’economia.

Partendo dalle analisi dello Us Geological Survey, che provano a descrivere le città fondate sulla faglia di San Andreas il giorno dopo una scossa sismica del 7,8 grado della scala Richter, i ricercatori californiani hanno organizzato un alternate reality game, in cui invitano circa cinquemila soggetti ad immaginare la loro vita nelle metropoli distrutte. Dati sulle riserve d’acqua, richieste per i familiari dispersi, novità sullo stato delle strade, ogni informazione può essere utile per resistere in attesa dei soccorsi. Tutti i “superstiti” devono raccontare la loro storia sul sito ufficiale del progetto, tentando, se riescono, di fornire aiuto a chi ne ha bisogno, partendo magari da come in passato hanno affrontato un terremoto, esperienza non rara a Los Angeles e dintorni.

Il gioco è iniziato il 13 novembre alle 10 del mattino, subito dopo la fine del Great Southern California ShakeOut, la più grande esercitazione anti-terremoto che ha coinvolto le forze dell’ordine e milioni di cittadini in tutto lo stato americano. Ma se per la maggior parte di loro la routine è ripresa normalmente, dopo qualche minuto di permanenza sotto la scrivania, i volontari di AfterShock continueranno per le prossime quattro settimane a popolare uno scenario post-apocalittico, affrontando prove nella vita reale e in quella virtuale.

L’aspetto più interessante di questo esperimento è l’originale uso fatto di una vera e propria forma di narrazione nata recentemente: gli “Alternate Reality Games” (Arg), giochi che si sviluppano in parte su internet e in parte nella realtà. Ideati come forma di marketing virale, gli Arg hanno appassionato una vasta platea di spettatori-giocatori della rete. Il primo prodotto di questo genere può essere considerato “The Beast”, creato da Microsoft per promuovere il film di Spielberg “A. I. Intelligenza artificiale”, e in cui i partecipanti dovevano risolvere degli enigmi dipanati tra centinaia di siti web realizzati per l’occasione per scoprire dei retroscena della pellicola. Grazie al successo ottenuto da “The Beast” nel 2001, sono nati in rapida successione progetti simili basati su serie televisive come Lost o su videogiochi come Halo 2. Dalle sponsorizzazioni di prodotti commerciali al debutto nel sociale il passo è stato breve: il progetto AfterShock arriva un anno dopo “World without Oil”, simulazione di un mondo senza più petrolio. L’unica particolarità dei cosiddetti “Serious Arg” è il premio: non un’anticipazione della trama di un telefilm di successo, ma consigli utili per la sopravvivenza.

Una cornice per il Web 2.0

lunedì, novembre 17th, 2008

Per vedere le fotografie, gli scatti dell’estate, dell’ultima festa, anzi un dispositivo semplice per avere sotto gli occhi i ricordi, le memories digitali e quelle – condivise in rete – dei nostri amici e dei nostri cari.
No, la Kodak Easy Share W1020 non è solo una semplice photoframe: è, invece, un vero e proprio internet device. Senza fili. Si collega a internet e permette di accedere non solo alle proprie fotografie memorizzate internamente, o via Wifi a quelle conservate sul disco fisso del personal computer, ma anche – ed è qui il bello – a quelle caricate su Flickr.
La Easy Share W1020 è, infatti, una cornice 2.0: permette di vedere e condividere le fotografie su Flickr oltre che sulla Kodak Gallery. Non solo foto, ma anche notizie in tempo reale confezionate a misura di cornice. E questo grazie al collegamento, sempre via rete wireless domestica, con FrameChannel. In questo modo si apre una vera finestra sul mondo: notizie di cronaca, politiche o sportive e, persino, previsioni meteo e accesso ai siti internet dedicati alla condivisione e al social networking.
Il tutto senza accendere il pc, risparmiando tempo, energia e riducendo la complessità d’uso. La cornice monta un display da dieci pollici (250 euro, ma è disponibile anche la variante da otto pollici (W820, 200 euro). La memoria interna è di 512 megabyte, ma può essere espansa con schede di memoria. Sono presenti due slot: per il formato Sd e Mmc. I comandi sono a sfioramento. Basta toccare i bordi per controllare le funzioni. Se ci si chiede perché mai non sia stato utilizzato un touch display, la risposta è semplice: con troppe ditate e impronte le foto mica si possono vedere bene. E se le immagini, le notizie e il meteo non bastano: allora entrano in campo video e Mp3. Riproduce infatti filmati e brani musicali e vi sono anche prese per cuffie o per collegare altoparlanti esterni. Molto più di una cornice. Quasi un pc che si appende.

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