-GRUPPO PRODUZIONE DISTRIBUZIONE CONSUMO
-Concentrarsi sulla definizione del concetto di KMO, senza però escludere la possibilità che le merci provengano da lontano.
-Una volta definito il campo di indagine (potrebbe funzionare quello legato alla produzione di nicchia), incrociarlo con il concetto di Km0, per trovare un modello funzionante e sensato, e dimostrarne la validità.
-confrontarsi con il territorio urbano nella definizione di tale modello
-la sostenibilità deve per forza essere un elemento di base
-GRUPPO ENTERTAINMENT
-evitare di focalizzarsi sugli eventi, e sugli stereotipi di utenza.
-Attenzione ai livelli di attraversamento, ai MODI in cui la persona può attraversare la città
Piuttosto trovare un modello per permettere di cambiare le modalità di osservazione del contesto urbano….la città dialogante appunto: non è quello che vedete voi ma è quello che la città ci dice
Ragionare su che cosa ci può dire la città e quali sono le possibili situazioni che rendono un luogo interessante.
Questo su due livelli da una parte ragionando su “Come i luoghi mi vengono in contro, e quali codici usa (per tracciarsi)”, dall’altra “Come l’utente guarda la città e come si pone.”
Cambiamento del sistema di relazione tra città e persona
-attraversamento – non solo “turista”, ma qualsiasi persona che vuole vivere/attraversare la città.
-GRUPPO EDUCAZIONE
.Stabilire i principi dell’idea ed il suo contenuto dinamico. Cambia la variabile di TEMPO.
.Definire lo scopo.
.Trovando un modello, cosa cambia di conseguenza?
L’apprendimento cambia nel corso della vita delle persone, in relazione al cambiamento degli stili di vita e al progresso, variano i contenuti “Cosa devo apprendere” e le modalità “Come posso apprendere”, ad una velocità che è sempre in crescita.Quindi un educazione funzionale ai cambiamenti del mondo.
Procedere cercando di fissare dei punti chiave, come quelli di seguito elencati, declinandoli in ulteriori sotto punti, più specifici. che possano raccontare in modo completo e chiaro la vostra idea di servizio:
(cosa,dove,chi come….)
obiettivi dell’educazione
quali ambiti comprende
educazione collettiva | individuale
quali i mezzi attuali e quali quelli potenziali
…..
-GRUPPO SERVIZI ALLA PERSONA
-Dare un taglio progettuale all’organizzazione dei contenuti.
-Rendere evidente il concept di servizio e la descrizione dello scenario, senza arrivare all’esecutivo del servizio.
-Insistere su sistemi di assistena che non vanno a doppiare la rete esistente ( ad esempio i servizi preventivi)
-Trovare un modello economico di funzionamento LowCost, indirizzato quindi sul risparmio e l’efficienza
Informarsi sulle normative e leggi in vigore, in modo da dare una risposta il più possibile in linea con la realtà.
-L’expo è il contesto in cui lanciare il modello pilota di questa idea di servizio, che potrà essere verificata e corretta in modo da raggiungere il massimo dell’efficienza, per poi essere replicata nel futuro (post expo).
Giovedì:
spiegare bene il sistema come è fatto prima di arrivare alle evidenze
La logica deve essere INCLUSIVA, la tecnologia non può essere l’unico contatto con l’utente
Il focus dev’essere sulla persona, servizio HUMAN CENTERED e non TECHNOLOGY CENTERED
-GRUPPO COMUNICAZIONE
Trovare una modalità per cui si possano gestire e far convivere aspetti del mondo materiale e del mondo virtuale. Identificando l’argomento di indagine.
Il modello On-Off è un interessante relazione materiale-immateriale, che va gestita.
-verificare le relazioni tra questi attori e individuarne le potenzialità:
LUOGHI E PERSONE
PERSONE E PERSONE
DUE O PIU’ NODI DELLA RETE CHE COMUNICANO (indipendentemente da dove e fatta e da chi)
Giovedì:
-CITY TV : come la città mostra se stessa. La città comunica quello che è e quello che succede.
-Ragionare sul possibile PALINSESTO e sul tipo di interattività, pubblica o filtrata?
-Uso tutti gli elementi che esistono per dare la possibilità alla città di comunicarsi, riducendo l’inquinamento semiotico tipico delle città attuali.
-Il palinsesto sarà in una logica “tutto quando lo vuoi”. Il contenuto starà a metà tra l’informazione e la comunicazione.
-GRUPPO RIFIUTI-RISORSE
Deve esserci un attore che abbia interesse nel costruire questo sistema, e nel farlo funzionare. Definire dove sta lo scambio, a chi conviene realizzare il sistema e a chi conviene usarlo.
Come sarà applicato?Sarà imposto dall’alto?(es. il comune lo introduce avendone vantaggi in termini di efficienza dei consumi ed allo stesso tempo il cittadino ne trarrà vantaggi risparmiando o guadagnando bonus…)
Tale sistema/modello sarà proattivo, misurabile, può scambiare vantaggi, produrrà effetti positivi, può essere ripetibile.
Si suggerisce di mettere in relazione tale sistema con il consumo di acqua, su scala urbana.
Il servizio sarà composto da una parte di info, una di monitoraggio e una di prodotti.
Sistema per quartieri su scala urbana poi estendibile e ripetibile.
Sistema di infrastrutture (già esistenti) e device in cui avviene uno scambio tra utente e fornitore del servizio.
Guardare a sistemi alternativi di gestione dell’acqua già applicati in altri paesi.
-GRUPPO MOBILITA’
È necessario pensare ad un’infrastruttura dove qualcuno possa avere un interesse e dove i vantaggi siano chiari, a livello di relazioni.
Incentivare gli aspetti sociali ed economici del camminare a piedi, come esperienza…soluzioni di performance che migliorino la qualità sociale.
Ipotizzare un diverso codice di utilizzo che comprenda elementi reali e nuovi concetti . Un abaco/codice d’uso che comprenda elementi di comunicazione e strumenti.
Prima chiedersi cosa fa questo sistema, poi cosa succedesse se lo applico a Milano, con lo scopo di MIGLIORARE la qualità del luogo.
-GRUPPO LAVORO
Il focus dev’essere il lavoro non lo scambio, concentrandosi sull’idea di PRODUZIONE e sulle forme di lavoro in città e alla modalità che utilizzano.
-come la città può diventare incubatore di soggetti che usano il modello collaborativo..(crowdsourcing)
-trovare un ambito di applicazione interessante.
Applicare le forme di MODELLO COLLABORATIVO (crowdsourcing, mash up…) ai modelli produttivi esistenti in città.
Spunti possibili:
-produzione/distribuzione alimentare
-servizi sociali
-città creativa
Produzione/distribuzione alimentare:
formule intermedie tra pubblico e privato nella produzione (trasformazione) di cibo
ristorante diffuso con una serie di altri effetti, es. imparare a cucinare, conoscere il cibo etc.
In una logica di quartiere quale di tipo di servizi trovo?come posso implementare/allargare il sistema?
-GRUPPO ENERGIA
Focus: produzione distribuita
Rete: cessione RETICOLARE o PEER TO PEER? Energia in rete con un risparmio collettivo e non singolo.
L’economia sarà legata allo scambio, cambiano le infrastrutture e le modalità stesse di scambio avverranno in modo molto diverso. Scambi che prevedano un’economia non solo basata sull’energia ma anche su altre risorse di auto sostentamento.
Scala: luogo, scala del quartiere…sarà un luogo da progettare, nuovo sistema di relazionarsi? il sistema sarà imposto dall’alto?o partirà completamente dal basso?
Il modello potrebbe essere quello di una MICROCOMPAGNIA LOCALE, un modello di autosufficienza energetica…un modello concreto diverso.
Studiare un modello autosufficiente innovativo di tale sistema, considerando modalità e gestione degli scambi.
Obiettivi:
-pensare al COME
-in %, quanta energia si produce?quale sarà il grado di efficienza?
-dimensione pubblico/privato, come viene distribuita/divisa l’energia?