Archive for the ‘Bibliografia’ Category

Quando il web sarà quasi solo video…

martedì, novembre 11th, 2008

Già oggi ne circolano su internet per 44 milardi di gigabyte ogni mese

Secondo Cisco Systems entro quatto anni metà del traffico in rete sarà solo di immagini in movimento

(da http://it.youtube.com)

WASHINGTON – La comunicazione visiva è potente: una sola immagine può valere più di mille parole. Lo sanno bene i comunicatori che sfruttano le potenzialità di canali web come YouTube per diffondere viralmente dei messaggi tra i consumatori, e ne sono consapevoli anche gli stessi internauti, sempre più propensi a riversare in rete i propri contenuti video.PREVISIONI – Proprio ai video e al loro futuro è dedicato lo studio Visual Networking Index realizzatodal colosso statunitense Cisco Systems, il quale prevede che da qui al 2012 il traffico internet sarà costituito per il 50 per cento da immagini in movimento, per un totale di 44 esabyte trasmessi in rete ogni mese (1 esabyte corrisponde a 1 miliardo di gigabyte). Già oggi, dice la società americana, ogni mese viene trasmessa su Internet una quantità di video pari a 2 miliardi di Dvd (ovvero circa 7 esabyte), ed entro la fine dell’anno questo genere di contenuti rappresenterà il 30 per cento dei dati che circolano in rete. Si pensi che nel 2005 tale percentuale ammontava invece solo al 5 per cento.

TUTTI PAZZI PER I VIDEO – Insomma, sulla spinta di siti come YouTube, il web parrebbe destinato a diventare un enorme contenitore di immagini in movimento create, condivise e guardate dagli utenti. «Nel corso degli ultimi tre anni il traffico su Internet è esploso» ha detto Suraj Shetty, vice presidente marketing di Cisco, spiegando che ora i gestori dell’infrastruttura sono preoccupati che la crescita attesa per i prossimi anni possa far collassare i loro network, e cercano quindi di trovare un modo per far sì che la rete riesca a reggere il passaggio dell’enorme quantità di dati che si stima circoleranno nella rete da qui a pochissimi anni.

Alessandra Carboni
16 giugno 2008

dal Corriere della Sera

Al supermercato si paga con l’impronta

martedì, novembre 11th, 2008

Stanchi delle code infinite? Stressati dagli interminabili pomeriggi in attesa di pagare la spesa? Da oggi qualcosa é cambiato. Ecco come: “La spesa quotidiana al supermercato è sempre più un’impresa. Se da una parte ci arrabbiamo per l’aumento della pasta, della carne o della verdura, ciò che ci fa veramente innervosire è la coda che puntualmente attende alle casse. Ma ora la spesa diventa rapida, comoda e sicura. La soluzione per velocizzare il momento pagamento arriva dai Paesi Bassi. Il pagamento avviene mediante lettura delle impronte digitali: l’indice sull’apposito apparecchio e il trasferimento è concluso. I contanti, la carta, il Pin e la firma non servono più. La catena olandese di supermercati “Albert Heijn” (oltre 750 punti vendita) ha dato il via martedì al progetto pilota chiamato “Tip2Pay”. Il cliente si presenta alla cassa e posiziona semplicemente un polpastrello sull’apposito lettore. Previa esibizione di un documento di identità e di una carta di pagamento, verrà eseguita una scansione di due impronte della mano destra e sinistra e la contemporanea registrazione delle informazioni relative al nome, all’indirizzo e al numero di conto corrente nonché, all’occorrenza, della carta punti. Il progetto sperimentale è partito da una filiale a Utrecht e durerà sei mesi, dopodichè – se verrà accolto positivamente, sarà esteso a livello nazionale, ha fatto sapere “Albert Heijn”.

Tratto dal CorriereDellaSera

Qui il link alla catena olandese.

l’altro modello

mercoledì, novembre 5th, 2008

puntata di Report, decisamente illuminante per quanto riguarda il nostro scenario… e non solo: nell’intervista al banchiere che ha finanziato il progetto in Germania, si puo’ anche notare come in realtà l’attuale crisi finanziaria fosse già prevedibile a marzo 2008!
IL VIDEO

sculture cinetiche: la forza del vento

mercoledì, novembre 5th, 2008

Theo Jansen, artista contemporaneo, utilizza le sue conoscenze e la sua formazione scientifica per dare vita a sculture cinetiche in grado di muoversi ed animarsi semplicemente entrando a contatto con il vento. Sebbene non vi sia una diretta possibilità di sfruttare i suoi studi e le sue opere in campo energetico, le sue opere rendono evidente la forza del vento ed i potenziali sviluppi ed utilizzi dello stessoper la mobilità e la creazione di energia. Nel link, un esempio delle sue creazioni.

http://it.youtube.com/watch?v=WcR7U2tuNoY

Internet sempre più elettorale

mercoledì, novembre 5th, 2008

Quasi la metà degli americani (un record) ha raccolto informazioni sulle primarie attraverso nuove tecnologie. E Obama è stato nettamente superiore nell’agone politico online.
WASHINGTON – I candidati alle primarie Usa si sono serviti della rete (utilizzando per esempio canali come YouTube, Facebook o Twitter) per comunicare con gli elettori americani, e questi a loro volta si sono rivolti al web per seguire le elezioni, decretando così l’affermazione dell’attivismo politico online tramite i «social media».

LA RICERCA – È l’ultimo rapporto realizzato dai ricercatori del Pew Internet and American Life Project a confermare che l’internet e le tecnologie hanno avuto un ruolo fondamentale nelle primarie Usa, rivelando che il 46 per cento degli statunitensi ha usato il web, la posta elettronica o gli Sms per ricevere informazioni sulla campagna di Hillary, Obama e compagni, nonché per condividere le proprie impressioni e svolgere attività di supporto al proprio candidato.

I DATI – L’indagine Pew ha messo quindi in luce che un buon 35 per cento degli americani ha guardato i video politici online (circa il triplo rispetto alle elezioni del 2004), che il 10 per cento ha seguito la gara tramite i siti di social networking più popolari (pratica, questa, cui sono affezionati in particolar modo i giovani elettori di età inferiore ai 30 anni), e che il 6 per cento degli elettori ha anche apportato il proprio contributo tramite il web. Inoltre, per un 39 per cento di votanti il web ha rappresentato l’opportunità di accedere a contenuti «non filtrati», come video originali di dibattiti, annunci e discorsi, ma ha anche permesso loro di consultare documenti e trascrizioni dei discorsi dei politici. In particolare, i supporter di Barack pare siano stati i più attivi online (circa il 74 per cento rispetto al 57 per cento di quanti appoggiavano la signora Clinton), dimostrandosi i più disinvolti nell’ambito della cyber politica.

Alessandra Carboni, Corriere della Sera del 16 giugno 2008

fast food – The BAMN Automat

martedì, novembre 4th, 2008

Real Food: The BAMN Automat - video

 

 Bamn! ha aperto il primo ristorante automatico in America (in Olanda funzionano da anni). Il concetto che sta alla base è quello delle macchinette distributrici di merendine o sigarette: ci sono scompartimenti a vista con i piatti, si sceglie quello che vuole, si inseriscono i soldi e si ottiene il cibo. Puro e semplice. Nessun cameriere, spese ridotte ai minimi termini. I gourmet? Bè, i gourmet vadano da McDonald’s, da Kentucky Fried Chicken o da Pizza Hut, che a questo punto al cospetto di Bamn! diventano templi della moderna gastronomia.

I prezzi proposti da Bamn! sono decisamente concorrenziali: per meno di 2 dollari (circa 1,50 euro) si ottengono hot dog, hamburger, tranci di pizza, strisce di pollo fritto. Alle spalle ci sta un investimento di 500 mila dollari di David Leong e Robert Kwak. Chi ha creato il marketing e ha trovato la parola è Nobu X: «La parola Bamn! dà l’idea di qualcosa veloce come un colpo di pistola o la parola “damn”, associata a “damn good” – che in inglese significa “dannatamante buono”», spiega Nobu X. «Inoltre volevamo qualcosa di leggero, luminoso. E poi l’automatico” ricorda la New York degli anni Venti e Cinquanta e i film di quegli anni». Infatti Nobu X non mette in primo piano il cibo, ma «l’atmosfera “vintage” che emana dai ristoranti automatici». In ogni caso se i cibi restano negli scompartimenti a vista per più di 15 minuti, vengono gettati, assicurano i gestori di Bamn!.

parchi gioco interattivi

martedì, novembre 4th, 2008
SmartUs interactive playground - video esplicativo
SmartUs - video realizzazioni
I designer che hanno elaborato la concezione SmartUs sono partiti dalla necessità di ricercare e sviluppare un’ambiente di gioco che tenga conto della multidimensionalità del mondo dei bambini di oggi. SmartUs si è servita, per le fasi di ricerca e sviluppo del prodotto, di un’intera schiera di professionisti dei settori del gioco, dell’attività fisica, dell’apprendimento, del design, della tecnologia e della ricerca e ha fatto in modo che per un periodo di ben tre anni, dal 2003 al 2006, tutti loro si calassero all’interno del mondo infantile moderno, Da questo lavori di ricerca e design è nata l’intera gamma di prodotti SmartUs, incentrata su bambini considerati come individui che giocando sperimentano sentimenti, conoscenze e nuove esperienze, tutto contemporaneamente, e appartenenti ognuno a una propria comunità, con tempi e cultura particolari.
E’ la figura di bambino che emerge negli studi statistici e nelle varie ricerche: un bambino le cui azioni producono effetti su vari aspetti della società, un bambino ben rappresentato nei mezzi di comunicazione, che crea una propria cultura. Le aspirazioni e opportunità che oggi offriamo a questo tipo di bambino, sono destinate ad avere ripercussioni in un mondo ben più ampio e con effetti a lungo termine. E’ un bambino che vive la sfida di crescere nel mondo di oggi. Come possiamo fare per partecipare a questo processo? Cosa possiamo fare per offrire al bambino un aiuto per crescere?  LAPPSET Group  si è impegnata a tenere sotto osservazione il mondo del bambino nelle sue molteplici sfaccettature, in modo da monitorarne lo sviluppo e da essere in grado di reagire ai fenomeni che produce. SmartUs è uno dei risultati di questo lavoro di osservazione. 

human joysticks – interactive cinema

martedì, novembre 4th, 2008

Human Joysticks [NewsBreaker Live - interactive cinema game] - video

Tired of the boring movie trivia slide shows that theaters play before the movie? How about an interactive game that the entire theater can play at the same time?

MSNBC.com has this live video game experience called NewsBreaker Live that has entire theaters acting like Human Joysticks.

NewsBreaker Live is modeled after the classic video games like BrickBreaker and Arkanoid. The game combines live msnbc.com RSS newsfeeds, the movement of the audience as a human joystick, and the big screen as a game board. Groundbreaking motion-sensor technology dubbed “CrowdGaming” tracks the entire audience’s collective movement. Audience members control the game by moving in sync to smash up msnbc.com’s colorful brick spectrum of news with a bouncing ball and paddle.

At Inamo in London, fine dining with a touch of tech

lunedì, novembre 3rd, 2008

October 31, 2008 in

http://www.springwise.com/food_beverage/at_inamo_in_london_fine_dining/

The impatient and hungry tech-heads of London have been given a new treat with the launch of Inamo, a pan-Asian restaurant that has canned the traditional printed menu in favour of an interactive ordering system. An illustrated menu is projected onto the diners’ touch-sensitive table, which also lets customers personalize the décor of the booth by selecting sounds and animated, projected table ‘cloths’. While waiting for their meal—the pan-Asian menu was created by head chef Anthony Sousa Tam, previously of Nobu, Ubon and Hakkasan—diners can use the touch-table to watch a live feed of their chefs at work, or to find information on what’s happening in the neighbourhood. Should the evening be going well, courting couples can use the system to book a taxi home, or if the evening descends into kill-me-now silence, rescue is at hand in the form of the system’s built-in games.

The restaurant’s inspiration came from the founders’ frustrations at inattentive waiters when dining elsewhere. However, this doesn’t mean Inamo is devoid of the human touch: food is brought to the table by staff members, who are also on hand to answer diners’ questions. The restaurant’s designers also wisely avoided a tech-inspired décor, instead creating a look that’s fresh and attractive, with technology offered not as the main course, but as an integrated enhancement.

With Adour’s interactive wine bar, and uWink’s entertainment kiosks at tables, food and beverage venues are bringing a digital dimension to their offer. For more on how the offline world—also known as the real world, meatspace or atom-arena—is adjusting to and mirroring the increasingly dominant online world, check out trendwatching.com’s briefing on OFF=ON.

Website: www.inamo-restaurant.com
Contact: www.inamo-restaurant.com/contact.php

Il GPS è finalmente entrato nelle fotocamere

domenica, novembre 2nd, 2008

di Pietro Zanarini in Nova (sole 24h) il 29/10/2008

Era da un po’ che lo aspettavamo: finalmente il GPS è entrato nelle fotocamere digitali.

In realtà esistevano già soluzioni alternative che facevano uso di GPS esterni collegati via radio, o GPS scollegati e da sincronizzare tramite appositi programmi al momento dello scaricamento su PC, o navigatori portatili (primo fra tutti il NavMan N60i) dotati di fotocamere che lasciavano molto a desiderare. Anche con il Nokia N95 (e successori) e l’iPhone si potevano già fare foto georeferenziate.

Ma solo con l’uscita della Nikon Coolpix P6000 l’unità GPS è del tutto integrata con una vera fotocamera, permettendo quindi la registrazione della posizione esatta (latitudine e longitudine) al momento dello scatto tramite ‘geotag’ nei meta-dati EXIF dell’immagine JPEG.

Anche questo tassello quindi si è chiuso a vantaggio della diffusione di foto georeferenziate e più in generale dei tanti Location Based Services già esistenti o ancora da inventare.

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