COMMENTI REVISIONE
> ragionare sulla dimensione della nostra scala progettuale, la -piccola scala- (concentrandosi
quindi sulla città -Milano-)
> tenere sempre presenti e rivalutare le questioni “sistemi alternativi/sistema ufficiale” e la
“diffusione di sistemi alternativi”
> collegato fortemente al punto precedente, considerare primari i forti interessi politici/
economici legati all’ambito Energia
> considerare il nostro scenario come un attacco indiretto alle dinamiche esistenti e future,
valutando le nostre leve -progettuali- che ci devono portare ad evidenziare dei punti nevralgici
problematici da approfondire per una “spinta in avanti nel tempo”
> considerare quello che abbiamo prodotto finore un punto di partenza, una base solida
da cui partire per costruire il nostro scenario, nel quale dovremo preoccuparci di inserire
le attività (attivazione collettiva, etc…)
NOSTRI COMMENTI
> intendiamo utilizzare il lavoro che abbiamo svolto finora come un punto di partenza per
lo sviluppo di possibili scenari futuri.
Pensiamo di esserci “fermati” considerando, quella che sarà la sicura tendenza per
i prossimi anni, il nostro scenario finale.
Per questo motivo stiamo cercando di riflettere, raccogliendo gli spunti avuti in classe, per
trovare “nuovi what if” che possano davvero far nascere veri e propri scenari.
Vorremmo ora postarvi alcune bozze di idee che abbiamo raccolto ieri (sempre tenendo
come base il lavoro presentato in classe) dopo la lezione, per capire se la strada che stiamo
percorrendo è quella esatta.
>>>”QUARTIERI AUTOSUFFICIENTI”
Se all’interno della città si creassero dei veri e propri -quartieri autosufficienti-, cosa
accadrebbe?
Potremmo ipotizzare dei quartieri con diverse funzioni (differenti energie
rinnovabili utilizzate) e quindi una città nella quale cambia la normale geometria.
Verrebbero a crearsi delle “zone” che vivono in differenti modi, che dipendono fortemente
dalle diverse energie utilizzate, dalle differenti tecnologie sfruttate.
Che dinamiche si creerebbero all’interno dei quartieri? Tra quartiere e quartiere? E tra
quartiere e città? Che tipo di scambi, logiche, problematiche potrebbero crearsi?
>>>”UNA VITA AD ENERGIA LIMITATA”
Se, pur sfruttando delle risorse rinnovabili e pulite, le persone raggiungessero un livello di
responsabilizzazione tale per cui si “imponessero” un autolimitazione nell’utilizzo dell’Energia,
cosa accadrebbe?
Se oltre alle risorse da cui si trae energia cambiasse anche l’approccio all’utilizzo delle
stesse, quale valore arriverebbe ad avere l’energia? Come cambierebbe nel quotidiano la
vita delle persone, spostamenti, relazioni, attività lavorative,…?
Se ognuno avesse un tot di energia personale al giorno, calcolata secondo i suoi bisogni,
alle sue necessità, esaurito il quale…? Cosa accadrebbe?
Il motivo per cui ci sarebbe bisogno di un’autolimitazione del consumo energetico è che anche
sfruttando le risorse rinnovabilie delocalizzandole, per via del continuo aumento della popolazione
e quindi del consumo, si giunga ad un limite fisico di produzione di energia che nn soddisfi appieno
il fabbisogno globale.
Oppure ipotizzando che Ivan Illich, autore di “elogio alla biciletta”, avesse ragione, dovremo porci
un limite al consumo energetico semplicemente perchè ci permetterebbe di tornare ad una qualità
della vita non degradata.