Archive for the ‘03_rifiuti/risorse’ Category

Real Water

venerdì, marzo 27th, 2009

Progetto di Maral Kinran, Roberta Martinucci, Deniz Orçun

Presentazione

Il progetto Real Water ha iniziato a prender vita nell’Ottobre 2008 dal Laboratorio di Sintesi Finale e giunge oggi, 20 Febbraio 2009, alla sua prima conclusione, coincidente con la fine del laboratorio stesso.
Cinque mesi nei quali i nostri pensieri si sono ripetutamente intrecciati, accavallati, sorpassati, messi in discussione, attorcigliati e poi districati; cinque mesi, questi, nei quali abbiamo cercato di rimanere a galla di un progetto che sembrava assumere a volte la forza di uno tzunami, tanto da ribaltarci e farci deviare rotta, e a volte la tenacia di una goccia sulla roccia, per perseverare e andare avanti…
Cinque mesi e tre menti; menti diverse per abitudini e background che hanno ben saputo completarsi reciprocamente per arrivare dove una sola si sarebbe arresa; il confronto come chiave di arricchimento, il dialogo come strumento.
Cinque mesi, tre menti e uno scopo: mettere in gioco noi stesse affinché il progetto potesse rispecchiarci, la soddisfazione di un progetto con un inizio, uno svolgimento, una fine e un senso che potesse andare oltre l’esercizio didattico.
Real Water si sviluppa a partire da Real Value: un concetto, un’idea che ci ha portato ad interrogarci sul reale valore delle risorse che ci circondano. In un mondo dove sempre più spesso il driver economico sembra essere l’unico driver o per lo meno il più forte, la nostra ambizione era quella di capire se e come era possibile assegnare a ciò che acquistiamo un valore corretto. In questa riflessione erano compresi i temi del low-cost come stile di vita, della centralizzazione/localizzazione, della contrapposizione tra lusso e necessità, dell’acqua come risorsa che diamo per scontata ma che in realtà preoccupa per le previsioni future.
Ed è proprio su quest ultimo tema che ci siamo focalizzate dopo aver esplorato diverse direzioni; la necessità di interrogarsi sulla scarsità di una risorsa imprescindibile come l’acqua prima che sia troppo tardi.
Eppure lo scenario che vede Milano senza acqua sembra assolutamente fantascientifico per chi non ha mai neanche vagamente pensato a quanta acqua consuma o spreca aprendo il rubinetto per le innumerevoli azioni quotidiane che richiedono l’utilizzo di acqua.
Real Water vuole essere per questo motivo un servizio di management e gestione dell’acqua a Milano che punti soprattutto a rendere consapevoli i cittadini della quantità d’acqua che utilizzano e dell’enorme risparmio che potrebbe derivare da semplici mutamenti di comportamento.
Il nodo principale della questione infatti non è la totale mancanza dell’acqua a Milano, poiché Milano per caratteristiche geofisiche territoriali gode di una grande riserva d’acqua; allora il senso di scegliere Milano è perché questa è la città Italiana che utilizza la maggior quantità di acqua e per giunta con costo minore per litro. La consapevolezza di appartenere ad una comunità, e di collaborare per un obiettivo comune, l’adottare un atteggiamento virtuoso nella propria quotidianità ed accorgersi che questo influisce sull’andamento della città sono tutti valori presi in considerazione nel progetto ma trasmessi come conseguenze sotto un’apparenza intuitiva.

avanzamento gruppo rifiuti risorse

mercoledì, gennaio 7th, 2009

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Radio contatore dell’ACQUA CIVILE:)

domenica, novembre 30th, 2008

Un modulo di radio trasmettitore, posizzionato sul contatore dell’acqua, registra continuamente il volume del consumo e trasmette tramite onde radio a un ricettore. Cosi, queste informazioni sono mandate tramite internet fino al centro di trattemento dati di Veolia Eau. Radio contatore permette di seguire il vostro consumo a distanza. Questo sistema è in uso in diversi comune in Francia.

http://www.service-client.veoliaeau.fr/jahia/Jahia/site/veolia/Accueil/chez-vous/services/radio-releve

Green Public Procurement

domenica, novembre 30th, 2008

Il Green Public Procurement (GPP) (in italiano Acquisti verdi della Pubblica amministrazione) è l’integrazione di considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione, cioè è il mezzo per poter scegliere “quei prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo” (U.S. EPA 1995). Acquistare verde significa quindi acquistare un bene/servizio tenendo conto degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita dall’estrazione della materia prima, allo smaltimento del rifiuto (ovvero “dalla Culla alla Tomba”). Esso è uno dei principali strumenti adottati per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile.

La pratica del Green Public Procurement consiste nella possibilità di inserire criteri di qualificazione ambientale nella domanda che le Pubbliche Amministrazioni esprimono in sede di acquisto di beni e servizi finalizzata da un lato a diminuire il loro impatto ambientale dall’altro possono esercitare un “effetto traino” sul mercato dei prodotti ecologici. Gli acquisti pubblici, infatti, rappresentano in Italia circa il 17% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e nei Paesi dell’Unione Europea circa il 14%.

Il concetto del Green Procurement, su scala internazionale, è stato originariamente promosso e confermato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Due utili guide al concetto e alla pratica del Green Procurement sono state prodotte dall’EPE (Environmental Partner for Environment) e dall’ICLEI (International Council for Environmental Initiative).

http://ec.europa.eu/environment/gpp/index_en.htm

Sustainable Cities Report 2007 & 2008

sabato, novembre 29th, 2008

Cities are key drivers of economic growth in the UK, and there have been concerted government efforts in the last eight years (since the 2000 Urban White Paper Our Towns and Cities) to push an urban renaissance through regeneration of our towns and cities. But it was needed this growth to be sustainable. It needs to create places that fulfil the twin priorities of the government’s sustainable development policy: cities where there are strong, healthy and just societies, living within environmental limits.

As cities regenerate and flourish again, how do we ensure that economic growth does not come through trade-offs with social and environmental quality? Action at all levels to respond and adapt to climate change is urgent, but we need to do this within the framework of sustainable development: to ensure that development is not just measured in pounds and carbon, but also looks at how quality of life is improved, while reducing carbon emissions and respecting other environmental limits.

In 2 annual Sustainable Cities Indexs it has once again ranked the 20 largest British cities on a selection of social,environmental and economic indicators, to track their progress on sustainability. They hope that by updating this index annually, they can continue to shine a spotlight on sustainability in cities, and encourage some healthy competition between them.

sustainablecities07

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H2O Scenarios

sabato, novembre 29th, 2008

It is an article about todays water consumption, tendencies, new investments with significant examples( case of China and Africa) water scenarios. It is a extensive analysis of today water crisis.

h20-scenarios1

Shape our Country

giovedì, novembre 27th, 2008

Would you like to see more greenery in your street? Do you dream of living on water? Or do you think you’ve found the solution to the traffic jam problem? Decide yourself what the Netherlands ought to look like!

 

Shape our Country presenta una serie di workshop a Rotterdam per la generazione di nuove proposte per soluzioni sostenibili da attuare in città. i temi trattati e da trattare (il workshop terminerà nel 2009) sono:

-Work
-Mobility
-Water
-Living Space
-Leisure
-Green Space

NAI website

Virtual Water

mercoledì, novembre 26th, 2008

Virtual water is the amount of water that is embedded in food or other products needed for its production. For example, to produce one kilogram of wheat we need about 1,000 litres of water, i.e. the virtual water of this kilogram of wheat is 1,000 litres. For meat, we need about five to ten times more.

The per capita consumption of virtual water contained in our diets varies according to the type of diets, from 1m3/day for a survival diet, to 2.6m3/day for a vegetarian diet and over 5m3 for a USA style meat based diet.

It is clear that moderating our diets especially in the developed world could make much water available for other purposes.

With the trade of food crops or any commodity, there is a virtual flow of water from producing and exporting countries to countries that consume and import those commodities. A water-scarce country can import products that require a lot of water for their production rather than producing them domestically. By doing so, it allows real water savings, relieving the pressure on their water ressources or making water available for other purposes.

http://www.traumkrieger.de/virtualwater/

At the global level, virtual water trade has geo-political implications: it induces dependencies between countries. Therefore, it can be regarded either as a stimulant for co-operation and peace or a reason for potential conflict.

presentazione del 12 novembre

lunedì, novembre 17th, 2008

rifiuti-e-risorse

real value

sabato, novembre 15th, 2008

RV punta a far raggionare sul costo economico dei prodotti e i servizi che utilizziamo e di dare uno strumento di confronto fra il costo economico e il costo sociale e ambientale.

La scala:

Per immaginare meglio il funzionamento e i scambi necessari stiamo cercando di applicare il sistema RV su un nucleo ipotetico costituito da un attivante (un’azienda / il comune), un’unita’ abitativa, un’attivita commerciale (il mercato) e ambiente lavoro. E chiarito i tipi e direzione degli scambi vogliamo immaginarlo aplicato su una comunita’ o un territorio circoscritto (il quartiere, territorio dell’expo…)

Scala temporale:

Vediamo il prospetto del 2015 come il primo step del cambiamento verso l’interiorizzazione di un valore diverso da quello economico basato sulla sostenibilita delle risorse. Addotare una sistema del genere ha bisogno di tempi lunghi se non lo consideriamo un’aproccio fortemente top-down. Noi ipotizziamo di introdurre aree di simulazione nei quali sistema puo funzionare in modo ripetibile, copiabile e applicabile in altri ambienti. Possiamo scegliere di farlo partire da e associarlo fisicamente alle dinamiche dell’expo in questo modo avere l’expo, l’inizio di un cambiamento forte nel territorio, come generatrice. Dopo di che applicarlo a diversi ambienti.

Il rischio nell collegarlo direttamente all’expo é la possibilita che rimane solo un’evento temporaneo e finisca con l’expo ma da un’altra punto di vista puo essere una delle novita’ che porta l’expo e venga adottata piu facilmente nel’aria di cambiamento generale…

Definiremo anche i step oltre 2015 che portano alla scala piu grande che cercheremo di immaginare.

A cosa si applica:

Vogliamo definire i fattori controllabili e non controllabili. (quali risorse, commercio, servizi pubblici, amministrativi, rifiuti)

Vantaggi per cittadina:

Defineremo meglio i fattori che creano la domanda e la partecipazione alla sistema. Possono essere vantaggi economici, burocratici o sociali. Ma la comprensione e interiorizzazione dell’emergenza della sostenibilita e la condivisa volonta di prendere azione e fare bene deve essere al centro di questa sistema. Vogliamo evitare a tutti i costi che diventi un gioco di raccolta dei boni per poter consumare di piu.

Real Value:

Faremo una definizione piu chiaro dell RV chiarendo i parametri e la modalita di attribuzione e la modalita di scambio.

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