Archive for the ‘01_produzione/consumo/distribuzione’ Category

Biò

venerdì, marzo 27th, 2009

Progetto di Fumagalli Marta, Gadaleta Paola, Brambilla Eleonora

Presentazione

BIO’ è un servizio che permette la vendita diretta di prodotti biologici a km0 ai mercati comunali coperti di Milano.

BIO’ Permetterà all’utente di entrare in un luogo dove l’esperienza è alla base di ogni rapporto, un luogo in cui in ogni gesto e azione c’è il rispetto per uno stile di vita sostenibile. Biò permetterà quindi di entrare a contatto con molteplici aspetti riguardanti il prodotto: la stagionalità, le modalità di produzione, la qualità e la territorialità.
Il punto vendita sarà quindi uno spazio in cui la scelta sarà guidata dalle mani e dagli occhi di persone preparate con cui instaurare un rapporto di fiducia, comunicato anche dalla certificazione di qualità dei prodotti venduti.
Le attività saranno volte a coinvolgere tutti, in modo tale da instaurare relazioni e condividere valori sociali. L’educazione riguarderà tematiche differenti e sarà volta alla socializzazione degli stessi partecipanti: qui potranno imparare a coltivare una pianta o a cucinare un piatto tradizionale lombardo.

E-Bag di Electrolux, la borsa più…cool!!

lunedì, marzo 9th, 2009

Si chiama E-bag ed è uno dei progetti emersi al Electrolux Design Lab 2008, la borsa più cool del momento!! Non fatevi ingannare dalle apparenze, e-bag è una borsa hi-tech!

Electrolux E-Bag

Beh non sto parlando di tendenze, sebbene il design sia d’impatto, ma di cool nel senso letterale di fresco; sto parlando infatti di una parlicolare borsa che tiene freschi gli alimenti contenuti in un modo molto molto particolare…non c’è ghiaccio nè un sistema elettrico di raffreddamento. Come raffredda allora?

E-bag sfrutta l’energia cinetica del corpo, soprattutto quella dell’oscillazione delle braccia, che produciamo durante il cammino. Questa energia viene “catturata” dal manico della borsa collegato ad una dinamo che carica la batteria trasferendo calore grazie all’effetto Peltier (fenomeno termoelettrico per cui la corrente elettrica che scorre tra due metalli o semi conduttori differenti posti in contatto -giunzione peltier- produce un trasferimento di calore). Grazie ai LED è possibile capire il grado ottimale di raffreddamento della borsa.

Il progetto è stato realizzato da Apor Püspöki, studente della Moholy-Nagy University of Arts and Design di Budapest (Ungheria) il quale ha dichiatato: “Ho voluto fare un punto sul modo in cui la vita si interfaccia con l’aumento del consumo di energia. Bisogna pensare quindi a nuovi progetti responsabili e sostenibili per tutti, partendo anche dalle cose più semplici”.

Avanzamento Gruppo Produzione-Distribuzione-Consumo

domenica, gennaio 4th, 2009

Allego il file riguardante l’avanzamento fatto durante queste settimane.

avanzamento-lavoro

Di seguito allego alcuni allegati di documentazione riguardo al regolamento attuale e al bando di concorso.

allegato_regolamento

allegato1_bando

Descrizione Service Idea Gruppo Produzione Distribuzione Consumo

giovedì, dicembre 11th, 2008

1_ Produzione distribuzione e consumo nel settore alimentare.

What if: cosa accadrebbe se concetti come filiera corta, km0 e tracciabilità fossero alla portata di tutti?

Vendita e servizi riguardo a prodotti a km0 (prodotti locali, della regione lombardia), tracciati e biologici.

2_ Utilizzare un’identità attualmente radicata nei quartieri milanesi, mercati rionali, come attivatore sociale rispetto agli argomenti quali Km0, filiera corta , tracciabilità, sostenibilità, attraverso servizi di socializzazione, educazione e la partecipazione attiva degli stessi consumatori.

3_ Produttori, Associazione garante, diverse comunità di quartiere, consumatori, comune di Milano.

Associazione seleziona i produttori tramite dei criteri stabiliti (modalità di produzione, distanza dalla città, tracciabilità e sicurezza), le comunità organizzano le attività all’’interno del mercato con l’aiuto dei produttori (vendita, educazione ed eventuali altri servizi), il comune di Milano affitta il mercato all’associazione, consumatori usufruiscono dei servizi.

4_5 I produttori vengono selezionati dall’associazione, e si occuperanno della vendita dei propri prodotti all’interno del mercato in collaborazione con le comunità di quartiere. Le comunità di quartiere gestiranno i servizi e le attività inerenti al mercato. Questi servizi porteranno allo sviluppo del mercato, alla conoscenza e alla partecipazione dei cittadini sui temi sopra citati, i quali convinceranno i cittadini a sostenerli e a promuoverli a loro volta. Questi servizi potrebbero essere: fornitura di materiali da produttori locali e gruppi d’acquisto, orto di quartiere gestito dagli abitanti (con conseguente possibilità di vendita), collaborazione con luoghi di ristorazione del posto che si impegnano a comprare i propri prodotti al mercato (conseguente supporto per far conoscere le tematiche), cucina di quartiere gestita dalla comunità (pranzi condivisi, preparazione cibi pronti), sistema di raccolta (acqua piovana, cibi non consumati).

6_ Mercato comunale, forniture, ristoranti, sito internet.

7_ Il mercato costituirà una nuova piattaforma di socializzazione e di identificazione per il quartiere e per i suoi abitanti. Sarà guida di un modo di vivere e consumare in maniera sostenibile, sorta di sistema economico di quartiere.

8_ Simply sma, supermercato sostenibile, collaborazione tra Sma e Legambiente.

9_ Maggiore definizione dell’idea di servizio e delle attività caratterizzanti, maggiore delineazione dei rapporti tra gli attori e delle modalità di erogazione del servizio, ricerca di esempi specifici in questo settore.

Avanzamento del lavoro…

venerdì, novembre 28th, 2008

Di seguito mostriamo in maniera descrittiva l’avanzamento del nostro progetto:

partendo dal what if:

“Cosa accadrebbe se concetti come filiera corta e km0 fossero alla portata di tutti?”

Scenario:

_tendenze del consumo del 2015:

  • prodotti salutistici (prodotti bio, freschi…)
  • prodotti ad alto contenuto di servizio (prodotti pronti…)

Elementi di definizione dello scenario

_ contesto urbano

_ consumo casalingo

_ Produzione biologica e biodinamica

_ rispetto dell’ambiente (materiali riciclati o riciclabili e eco-materiali)

_ spesa sfusa (no pack)

SERVICE IDEA

Lo scopo del servizio è quella di aumentare la consapevolezza dell’acquirente “non colto” su argomenti quali:

  • filiera corta
  • km0
  • tracciabilità

in che modo?

FILIERA CORTA: attualmente la filiera alimentare è costituita da dei passaggi predefiniti (produzione, trasformazione, trasporto, vendita…); L’intento è quello di accorciare questo sistema saltando alcuni passaggi: il produttore venderà direttamente sul luogo di vendita/distribuzione, in questo modo viene annullato il ruolo del grossista e di altri intermediari i quali servono solo ad aumentare il prezzo del prodotto sul mercato. 

KM0: i produttori saranno tutti locali (si ipotizza Lombardia) in modo da accorciare i tempi e i km fatti dal prodotto prima di arrivare sulla tavola del consumatore. Questo consente la commercializzazione di prodotti freschi che non necessitano di conservazione.

TRACCIABILITA’: la tracciabilità è ciò che garantisce la sicurezza del prodotto al consumatore. Si vuole quindi comunicare questo concetto in maniera più diretta (conoscenza diretta del produttore) e visibile: l’idea è quella di creare una sorta di sistema fondato sui criteri di scelta del consumatore. (es: la traccabilità del CHI, del DOVE, del COME)

Scelta del canale: MERCATO RIONALE:

  • realtà esistente e diffusa che va rivitalizzata
  • forte attrattiva all’interno del contesto urbano (luogo di socializzazione…)
  • permette maggiore comunicatività e partecipazione tra gli attori

L’idea è quindi quella di creare un mercato a vendita diretta (per applicare il concetto di filiera corta, infatti i commerciati non si riforneranno più dai mercati generali) il produttore o rappresentate dell’azienda agricola si occuperà della vendita personalmente: sarà quindi in grado di spiegare ai clienti le qualità dei propri prodotti, saranno in grado di comunicarne la territorialità essendo produttori locali selezionati. L’ente che gestisce il mercato funge da garante per la sicurezza dei prodotti e si occupa delle selezione dei produttori seguendo determinati criteri (vedi dopo). La tracciabilità è garantita dalla possibilità di incontrare personalmente i responsabili della produzione dell’azienda.

Attraverso un sistema di comunicazione molto diretto e semplice i clienti saranno in grado di riconoscere DOVE, COME e da CHI saranno stati prodotti gli alimenti.

FILTRI:

  • fresco (vendita di prodotti non conservati e con una durata ridotta rispetto a quelli congelati e trattati, una settimana circa, stagionali)
  • pronto (tendenza alimentare attuale in largo sviluppo, la gente ha sempre meno voglia e tempo di cucinare)

Conseguenza di questi filtri sarà la nascita del mercato “fresco e pronto”  attraverso la vendita diretta di prodotti freschi e la possibilità di una preparazione istantanea take away (lavaggio, taglio degli ortaggi e della frutta).

Possibile preparazione di macedonie, insalate e spremute da consumare al momento o da portare a casa per essere cucinati. E’ questo servizio aggiuntivo che diventa elemento di attrattiva anche di quelle persone che non sono interessate a tematiche ambientali e che impareranno a conoscerle frequentando il mercato.

Criteri di scelta dei produttori:

  • vicinanza alla città (concetto del km0)
  • metodologie di produzione (biologica, biodinamica…)
  • volontà di vendita diretta dei propri prodotti
  • tipologie di prodotti (ortofutticoli) 

Shape our Country

giovedì, novembre 27th, 2008

Would you like to see more greenery in your street? Do you dream of living on water? Or do you think you’ve found the solution to the traffic jam problem? Decide yourself what the Netherlands ought to look like!

 

Shape our Country presenta una serie di workshop a Rotterdam per la generazione di nuove proposte per soluzioni sostenibili da attuare in città. i temi trattati e da trattare (il workshop terminerà nel 2009) sono:

-Work
-Mobility
-Water
-Living Space
-Leisure
-Green Space

NAI website

Avanzamento del lavoro Prod/Distr/Cons

venerdì, novembre 21st, 2008

Di seguito mostriamo l’avanzamento del lavoro, sia a livello concettuale che a livello di service idea. Siamo ripartiti dalla definizione dello scenario e del “What if?”. Abbiamo individuato 2 concetti principali e su questi abbiamo basato lo sviluppo dell’idea di progetto.

Nelle seguenti tavole presenteremo in maniera sintetica quanto sopra descritto:

introduzione

mappa-act-sistem

Attendiamo un riscontro.

Avanzamento del lavoro sullo scenario

lunedì, novembre 17th, 2008

Abbiamo ripreso la ricerca, approfondendo aspetti che all’inizio avevamo tralasciato, perchè ci eravamo “solo” concentrati sul concetto di sostenibilità, con la ricerca di nuovi casi studio e la definizione di nuove parole chiave.

Abbiamo proceduto così:

_Inizialmente con la ricerca di nuovi casi studio (mantenendo comunque quelli precedentemente raccolti)

_attribuzione di parole chiave ad ogni caso studio

_creazione delle macroaree a partire dalle parole chiave    

parole-chiave

_inserimento dei casi studio all’interno delle macroaree (analisi dell’esistente)

casi-studio

_spiegazione delle macroaree:

SALUTE: questo trend raccoglie tutti quegli interventi che hanno come scopo finale la salvaguardia e il miglioramente della salute attraverso l’alimentazione, sia attraverso metodi produttivi che attraverso un consumo maggiormente consapevole.

SCIENZA: è un fattore sempre più presente nel campo dell’alimentazione, sia a livello produttivo che di consumo, spesso è legato al filone della salute. Crea molte polemiche dal punto di vista etico (vedi biotecnologie)

SOSTENIBILITA’: raggruppa tutti quegli interventi che hanno come scopo la tutela dell’ambiente

AUTOPRODUZIONE: racchiude quei casi in cui per motivi economici, sostenibili o etici, l’utente è portato a produrre autonomamente ciò di cui ha bisogno.

ALTERNATIVO: racchiude tutti quei casi, specialmente legati a una “distribuzione alternativa”, che cercano di promuovere nuovi modi di approcio alla filiera produzione/distribuzione/consumo.

Elaborazione degli scenari:

“Cosa succederebbe  se il prodotto di nicchia fosse accessibile a tutti?”

Descrizione dell’esistente:

_ esistono piccoli produttori di cibo di alta qualità che hanno una rete di distribuzione molto limitata e non riescono ad avere un profitto adeguato, con conseguente aumento del prezzo;

_ esistono persone interessate al consumo di questi prodotti (per la loro qualità, sicurezza, lusso…) ma non possono accedervi perché introvabili o per l’eccessivo costo;

_ grazie al paradigma economico della long tail è possibile guadagnare dalla vendita di questi prodotti;

_ esistenza di canali di distribuzione alternativa da sfruttare.

 

Scenario futuro:

_ possibilità di continuare a produrre tali prodotti;

_ possibilità di accedere al canale di distribuzione di questo prodotti;

                -creazione di un network o di una community (grande gruppo d’acquisto)

                - sfruttamento di canali già esistenti di altri prodotti

_ possibilità di acquistarli a un prezzo adeguato;

_ diminuzione della produzione interna di prodotti “simili” a quelli di nicchia.

 

“Cosa succederebbe se la modificazione genetica governasse la produzione alimentare?”

Descrizione dell’esistente:

_ esistono in commercio prodotti modificati geneticamente (OGM);

_ sono prodotti maggiormente resistenti al clima, insetti… e sono a più alta rendita di quelli naturali;

_ le biotecnologie sono in grande sviluppo e vengono viste come la possibile via al problema della fame nel mondo;

_ possono essere brevettati ed essere quindi alimenti “proprietari”;

_ l’uso delle biotecnologie crea grandi problemi dal punto di vista etico (esistenza di molti oppositori);

_ la sicurezza dei prodotti OGM non è ancora dimostrata al 100%.

 

Scenario futuro:

_ sicurezza nell’utilizzo di prodotti biotecnologici;

_ rischio di limitare la biodiversità in seguito alla diffusione di “alimenti perfetti” a discapito di quelli naturali;

_ saranno in gran parte prodotti “proprietari”;

- creazione di alimenti OGM “open source”

_ possibilità di sfamare un alto numero di persone;

_ diminuzione della mano d’opera impiegata nel settore primario;

                - automatizzazione della fase di produzione

_ possibilità di creare alimenti ricchi di sostanze nutritive in grado di migliorare la salute delle persone.

 

“Cosa succederebbe se l’approccio all’alimentazione fosse maggiormente di tipo funzionale?”

Descrizione dell’esistente:

_ creazione di OGM come soluzione a problemi di nutrizione;

_ nascita di nuovi approcci all’alimentazione (es: brainfood, novelfood…) che hanno come fine la salute;

_ diffusione sempre maggiore del vegetarianismo;

_ aumento di problemi legati all’alimentazione (obesità, anoressia…);

_ utilizzo sempre maggiore di integratori conseguente a un aumento di interesse ad un’alimentazione più corretta e sicura.

Scenario futuro:

_ maggiore distribuzione di alimenti prettamente funzionali;

_ distinzione di momenti, momento della nutrizione e il momento della degustazione;

                - creazione di locali dedicati alla nutrizione (consigli istantanei)

_ educazione alla nutrizione, maggiore consapevolezza riguardo a una corretta alimentazione;

                - creazione di sistemi di insegnamento

_ creazione di un sistema nutrizionale pubblico;

                - creazione di una dieta personalizzata per persona da parte della struttura pubblica

_ riduzione degli aspetti emotivi e simbolici legati al cibo.

 

“Cosa succederebbe se la produzione di carne bovina fosse abolita?”

Descrizione dell’esistente:

_ alto inquinamento procurato dagli allevamenti di bovini (maggiore rispetto a quello creato dal traffico pubblico);

_ esistenza di grandi appezzamenti di terreno adibiti a pascolo piuttosto che a campo che accentuano il problema della fame nel mondo;

_ diffusione delle diete iper-proteiche che creano danni alla salute;

_ filiera dell’allevamento molto lunga rispetto a quella agricola;

_ altissimo consumo di acqua;

_ buona parte della produzione di cereali viene utilizzata come foraggio per gli animali;

_ aumento della popolazione vegetariana;

Scenario futuro:

_ eliminazione degli allevamenti di carne bovina;

_ necessità di trovare nuove fonti di proteine;

                - consumo di insetti

                - consumo di legumi

                - consumo di alimenti biotecnologici

_ riduzione delle emissioni di gas nocivi nell’ambiente;

_ maggiore sviluppo dell’agricoltura;

                - riconversione dei terreni da pascolo a campo

                - riduzione del problema della deforestazione

_ riduzione della fame nel mondo;

_ nuove abitudini alimentari

                - nuovi locali

                - aumento dello sfruttamento delle risorse locali

                - nuovi impianti produttivi

                - nuovi metodi di distribuzione

Saremo tutti vegetariani?

lunedì, novembre 17th, 2008

Sei milioni di italiani hanno detto addio a carne e pesce votandosi all’alimentazione vegetariana, anche se solo tre milioni la seguono con rigore.

Lo indicano i dati AcNielsen del 2004, rielaborati dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2006, presentato oggi a Roma. Non solo: si stima che questi numeri siano destinati ad aumentare e a raggiungere almeno i 7 milioni nel 2010 e i 30 milioni nel 2050.

Dall’indagine emerge anche l’identikit del seguace dello stile di vita salutista ed ecologico: si tratta per lo più di donne (70%) di età compresa fra i 25 e i 54 anni (62%) e con un livello di istruzione medio-alto (85%). Ma occorre fare una distinzione fra vegetariani e vegani: i primi rinunciano alla carne, ma mangiano i prodotti degli animali come uova, latte e derivati. Mentre i vegani o vegetaliani rifiutano tutti i prodotti di origine animale, nutrendosi solo di frutta, verdura, cereali, legumi e evitando anche capi di abbigliamento derivati dalluccisione o dallo sfruttamento di qualunque tipo di essere vivente. Sempre secondo i dati AcNielsen 2004, i vegani in Italia sarebbero circa 600 mila, più numerosi al Nord e al Centro, con un record nelle città di Milano e Roma.

[Adnkronos Salute del 27 gennaio 2006]

Eataly, offrire alti cibi a prezzi sostenibili.

lunedì, novembre 17th, 2008

Esiste tutto un mondo di piccole aziende artigianali, che offrono prodotti di altissimo livello, spesso introvabili, se non in alcuni negozi dove sono venduti a prezzi inavvicinabili dalla maggior parte della gente. Negli ultimi anni queste produzioni sono state definite di “nicchia”, proprio per rendere l’idea di prodotto difficilmente reperibile e comunque caro, quindi a disposizione solo di una cerchia di privilegiati.

Eataly è sorta con l’intento di smentire l’assunto e dimostrare che, in realtà, anche i prodotti di “nicchia” sono avvicinabili da un maggior numero di persone.Sotto questo marchio si è riunito un gruppo di piccole aziende che operano nei diversi settori del comparto enogastromico, per proporre i frutti del loro lavoro, fedeli al vecchio motto «l’unione fa la forza»: dalla celebre pasta di grano duro di Gragnano a quella all’uovo langarola, dall’acqua minerale delle Alpi Marittime piemontesi al vino piemontese e veneto, dall’olio della riviera del Ponente ligure alla carne bovina, dai salumi cotti piemontesi e artigianali emiliani al pesce del golfo di Biscaglia.

Eataly riunisce il meglio delle produzioni artigianali della famigerata “nicchia”, ma le propone a prezzi assolutamente avvicinabili. Come ci è riuscita? Semplicemente riducendo all’osso la catena distributiva dei prodotti: in pratica sono le stesse aziende che offrono i loro pezzi pregiati direttamente dal produttore al distributore finale, saltando i vari anelli intermedi della catena.

Per la varietà e ricchezza dell’offerta, per la sostenibilità dei prezzi, Eataly costituisce insomma un elemento assolutamente innovativo nell’ormai variegato mondo della distribuzione di prodotti alimentari di qualità.

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