EXPO.015


L’OBIETTIVO
Il laboratorio ha come obiettivo quello di generare visioni potenziali da cui nascano progetti di servizi innovativi destinati a integrare, supportare, potenziare, dialogare con il sistema dei cambiamenti materiali e immateriali portati dall’Expo’2015.

LA RELAZIONE TRA CITTA’, ATTIVITA’, PERSONE, MODELLI DI SVILUPPO, SERVIZI
Il concetto alla base della riflessione di ricerca e progettuale del LSF è quello che un evento come l’Expo’ comporterà inevitabilmente una trasformazione della città: trasformazione legata agli aspetti fisici, infrastrutturali, architettonici, sociali che si rifletteranno anche nelle pratiche e nelle attività quotidiane che il contesto urbano offre e nella sua offerta di servizi.
In questo l’Expo’ va visto come un fattore dinamogeno che può stimolare un atteggiamento creativo ed imprenditoriale che può scatenare una partecipazione al cambiamento che può riguardare, appunto, aspetti, economici, sociali, culturali e che può coinvolgere, a varie scale ed in maniera interconnessa: istituzioni, imprese, associazioni fino ai singoli cittadini.

IL CONCETTO DI ‘LAB’
Da questo quadro di trasformazione possono emergere delle opportunità forti di cambiamento: cambiamento sul piano dei possibili scenari / stili di vita / servizi che questo grande evento può scatenare.
Ed è proprio questo orizzonte il terreno possibile su cui il laboratorio mira a costruire una ricerca prima esplorativa e poi sperimentale.
Il LSF si configurerà come un vero e proprio ‘LAB’ dal quale potranno scaturire nuove aree di opportunità per lo sviluppo di nuove categorie di servizi.

UNA MILANO POSSIBILE
Seguendo questa direzione il ‘LAB’ si pone l’ obiettivo di ricercare, documentare, far emergere alcuni ‘mondi/temi possibili’ che, attraverso un esercizio di ricerca e definizione di scenari, legato al meccanismo narrativo-generativo del ‘WHAT IF’? (cosa accadrebbe se?), verranno poi sviluppati analiticamente e progettualmente attraverso la tecnica del backcasting.
L’idea è che l’intero ciclo delle trasformazioni materiali, immateriali scatenate dall’Expo’, così come il potenziale di relazioni nuove, modificate o ricostruite tra imprese, territorio, individui che ne deriveranno, debbano essere sviluppate guardando al loro grado di ‘sostenibilità’ nel lungo periodo. Ciò comporta, per una volta, con un atteggiamento che supera l’attuale tendenza all’infrastrutturazione fisica, immaginare dei servizi che generino, oltre che una dimensione possibile di sviluppo funzionale, organizzativo, estetico, anche un circuito virtuoso (sociale, economico, ambientale, di relazioni) capace di sostenersi e ri-generarsi anche dopo l’evento in sé, valutando anticipatamente, per quanto possibile, i potenziali effetti e le ricadute che generano nel tempo (WHAT IF appunto).

I TEMI
Per poter alimentare la ricerca la docenza individuerà una serie di aree di innovazione potenziale (es. filiera corta alimentare e non, quartieri senz’auto, produzione di energia distribuita?) da cui in maniera generativa gli studenti potranno partire per l’individuazione di temi di lavoro personali. L’approccio proposto è quindi non dogmatico e apre a molteplici direzioni e atteggiamenti progettuali. L’idea è che il laboratorio produca ipotesi di lavoro e di ricerca visualizzate attraverso scenari e materiali di approfondimento piuttosto che progetti chiusi veri e propri in un’ottica di co-creazione reale delle idee.
Per fare questo il ‘LAB’ funzionerà dapprima come un’esperienza collettivo-interattiva basata sull’idea di costruzione di un social network interno della ricerca (e supportato da un blog costruito ad hoc) e poi articolerà dei percorsi di ricerca-sviluppo individuali che potranno eventualmente divenire delle piattaforme di lavoro su cui impostare il lavoro di tesi.

Programma generale corso