3D Food Printer

Il caso studio si prefigge l’obiettivo di analizzare la relazione instauratasi tra i ricercatori della Cornell University e la piattaforma sociale di autoproduzione Fab@Home, collaborazione indirizzata verso l’ideazione e la produzione di una “stampante” 3D capace di produrre cibi solidi partendo da un modello grafico.

Chi:

La macchina che si occupa della stampa 3D è un’idea originale sviluppata sulla piattaforma open-source Fab@Home, piattaforma che raccoglie i progetti di macchine per stampa e di oggetti prodotti con esse. L’idea di usare ingredienti commestibili e la successiva modifica della stampante per ospitare i preparati a base di gel, sono innovazioni prodotte dal team di ricerca della Cornell University che si sta occupando della ricerca. Per il momento l’idea è in fase di sperimentazione, alcune case produttrici hanno però già fatto loro il progetti sovvenzionando la ricerca e producendo dei primi prototipi (Philips, Essentials Dynamics Inc.)

Cosa:

Il progetto nasce soprattutto grazie alla piattaforma Fab@Home sviluppata al Mit. I ricercatori della Cornell University hanno fatto loro le macchine di stampa 3D e hanno sostituito le resine solitamente utilizzate  con gel alimentari dalle caratteristiche più o meno simili, in modo da ottenere piatti (per il momento freddi) commestibili, partendo da un’idea grafica. Lo scopo è quello di portare le caratteristiche della produzione seriale di un’industria alimentare e la minuziosità della produzione artigianale, in un ambiente domestico, senza il bisogno di possedere doti culinarie particolari.

Perché:

Il caso della “stampante per alimenti” rientra di diritto nel campo della personal factory, campo vasto che è stato esplorato sotto diversi aspetti ma che comunque offre ancora possibilità di sviluppo. Rappresenta una particolarità in quanto non è il classico prototipo di oggetto prodotto da un designer ma cerca di mixare le nuove tendenze sviluppate in quel mondo  con quelle dell’arte culinaria, da sempre intesa come una forma d’arte manuale. Se la macchina diventasse una realtà a portata di tutti ed entrasse nelle case della gente (seguendo il processo di diffusione già visto con altri elettrodomestici quali il micro-onde) potremmo assistere alla nascita di una materia particolare come quella della grafica gastronomica in cui non sarebbero necessarie doti gastronimiche particolari per produrre piccoli capolavori. Senza considerare l’abbattimento dei costi di produzione di una realizzazione domestica, sicuramente minori di quelli artigianali.

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