Fab@Home

Chi:

La Fab@Home è un progetto open-source di collaborazione di massa per sviluppare la tecnologia di fabbricazione personale e trasferirla

a casa tua. Tra gli users vi sono coloro che usano la loro capacità di sviluppare nuovi hardware, software e per costruttori digitali e coloro che semplicemente lo usano per creare oggetti unici. La Comunità comprende centinaia di ingegneri, inventori, artisti, studenti, hobbisti provenienti da tutto il mondo.

Cosa:

Fab@Home è una piattaforma che raccoglie in sè dispositivi di fabbricazione personali facilmente scaricabili dal sito, che permettono alle persone di produrre oggetti personalizzati su richiesta. Con questo sistema un qualsiasi oggetto immaginabile potrà essere ricreato facilmente in pochi click. L’attuale rivoluzione digitale permetterà a chiunque di fare, vendere o acquistare oggetti virtuali e ricrearli con la propria stampante 3D direttamente da casa, riuscendo così a vendere i propri prodotti o pezzi di ricambio completamente funzionanti. Hod Lipson e Evan Malone fondatori di Fab@Home project nel 2006 ricevettero un premio Mechanics Breakthrough Award grazie al scucesso ottenuto dal progetto, in un solo anno il sito riuscì a totalizzare 17.000.000 di click!

Perché:

Condividere il vostro lavoro a livello globale

Fab@Home fornisce innumerevoli modi per condividere il proprio lavoro e i propri risultati con gli altri, confrontandosi con le persone che la pensano allo stesso modo tramite blog e il forum. E’ anche possibile visualizzare e prendere spunto dai lavori fatti da utenti di tutto il mondo.

Accedere a un Top-Notch

Se si vuole sviluppare un’idea o una nuova tecnologia di stampa la comunità Fab@Home offre il supporto di un gruppo di persone di grande talento che aiuteranno l’utente nella progettazione.

Stampa 3D

Stampanti 3D a basso costo come i Fab@Home Model 1 hanno il potenziale per risolvere alcuni dei problemi sociali più urgenti di oggi. Riducendo le barriere della produzione, sono in grado di democratizzare l’innovazione per una nuova ondata di inventori.

Il caso Fab@Home ci è parso interessante perché racchiude in sè diverse peculiarità, innanzitutto è una piattaforma open source dove chiunque può fruire in modo attivo o passivo dei contenuti. Sulla piattaforma si trova di tutto, i software con cui iniziare a disegnare o programmare la macchina, i progetti di altri utenti e come replicarli ma sopratutto le istruzioni su come costruirti la tua 3D printer personale. Questo apre un nuovo orizzonte agli utenti, una vera e propria “Rivoluzione Industriale 2.0” nella quale chiunque (dallo smanettone al fabber) può creare in casa propria una piccola fabbrica personale dove produrre i propri progetti e oggetti con la stessa facilità con cui oggi stampiamo un “documento word”.

 

Fab@Home

3D Food Printer

Il caso studio si prefigge l’obiettivo di analizzare la relazione instauratasi tra i ricercatori della Cornell University e la piattaforma sociale di autoproduzione Fab@Home, collaborazione indirizzata verso l’ideazione e la produzione di una “stampante” 3D capace di produrre cibi solidi partendo da un modello grafico.

Chi:

La macchina che si occupa della stampa 3D è un’idea originale sviluppata sulla piattaforma open-source Fab@Home, piattaforma che raccoglie i progetti di macchine per stampa e di oggetti prodotti con esse. L’idea di usare ingredienti commestibili e la successiva modifica della stampante per ospitare i preparati a base di gel, sono innovazioni prodotte dal team di ricerca della Cornell University che si sta occupando della ricerca. Per il momento l’idea è in fase di sperimentazione, alcune case produttrici hanno però già fatto loro il progetti sovvenzionando la ricerca e producendo dei primi prototipi (Philips, Essentials Dynamics Inc.)

Cosa:

Il progetto nasce soprattutto grazie alla piattaforma Fab@Home sviluppata al Mit. I ricercatori della Cornell University hanno fatto loro le macchine di stampa 3D e hanno sostituito le resine solitamente utilizzate  con gel alimentari dalle caratteristiche più o meno simili, in modo da ottenere piatti (per il momento freddi) commestibili, partendo da un’idea grafica. Lo scopo è quello di portare le caratteristiche della produzione seriale di un’industria alimentare e la minuziosità della produzione artigianale, in un ambiente domestico, senza il bisogno di possedere doti culinarie particolari.

Perché:

Il caso della “stampante per alimenti” rientra di diritto nel campo della personal factory, campo vasto che è stato esplorato sotto diversi aspetti ma che comunque offre ancora possibilità di sviluppo. Rappresenta una particolarità in quanto non è il classico prototipo di oggetto prodotto da un designer ma cerca di mixare le nuove tendenze sviluppate in quel mondo  con quelle dell’arte culinaria, da sempre intesa come una forma d’arte manuale. Se la macchina diventasse una realtà a portata di tutti ed entrasse nelle case della gente (seguendo il processo di diffusione già visto con altri elettrodomestici quali il micro-onde) potremmo assistere alla nascita di una materia particolare come quella della grafica gastronomica in cui non sarebbero necessarie doti gastronimiche particolari per produrre piccoli capolavori. Senza considerare l’abbattimento dei costi di produzione di una realizzazione domestica, sicuramente minori di quelli artigianali.

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