D/struct

DOVE: Olanda

 

QUANDO: 2011

 

COSA: Un’ iniziativa presentata all’ultima DDW creata dallo studio di comunicazione RAW COLOR insieme al progettista LUCAS MAASSEN. Un’ azione che si inserisce nello scenario delle pratiche contemporanee del 3d scan e del 3d printing.  Oggetti in plastica riciclabile vengono prima scannerizzati poi tritati riducendo così il loro volume a pochi grammi di polvere,  non spariscono ma vengono archiviati e catalogati su un sito dal quale si possono stampare di nuovo utilizzando il materiale di origine. La plastica sminuzzata viene contenuta in un sacchetto che riporta un QR code grazie al quale la macchina estrapola il modello tridimensionale corrispondente.

Il progetto prevede anche la creazione di un sito dal quale si possano acquistare gli oggetti che vengono ritrasformati solo su ordinazione, il sito è già attivo.

http://d-struct.nl/shop/index.php

 

CONSIDERAZIONI: Ci si chiede se le future discariche saranno on line, sarebbe molto utile in un contesto domestico vista la progressiva riduzione degli spazi, diventa sempre più difficile immagazzinare oggetti.

Homebrewed Components

Chi:

Il progetto Homebrewed Components è stato sviluppato da Dan Wilcox, un meccanico di San Diego il quale ha costruito una corona  personalizzata per bicicletta con la fresatrice CNC che aveva in casa e ha così iniziato un nuovo business.

 

Dove e Quando:

San Diego 2009

 

Cosa:

Dan ha creato un sito web su homebrewedcomponents.com dove la corona da lui prodotta ha ricevuto molti commenti positivi e ordini di acquisto per corone, ruote dentate e accessori personalizzati.

Dan Wilcox inizia la produzione prendendo le misure della corona del costruttore e applicandole al modello base, con le necessarie modifiche. I disegni sono tutti effettuati tramite un’applicazione che si chiama Mastercam, che serve anche a progettare e realizzare un attacco che tenga insieme i pezzi nella macchina. Per intagliare la forma base Dan utilizza una vecchia fresatrice Shizuoka dei primi anni Ottanta a cui ha sostituito il dispositivo di controllo basato su pc che esegue un programma gratuito di Linux chiamato EMC2. La materia prima è un quadrato di metallo largo 15,24 cm il quale viene intagliato all’interno e successivamente limato e levigato, per trasformarlo in un cerchio. Una volta realizzati i denti, vengono aggiunti gli attacchi, anche questi progettati al millimetro. Infine la corona viene rifinita, anodizzata e personalizzata ed è pronta per la spedizione.

 

Perché:

Il sistema sviluppato da Dan Wilcox ha reso possibile la personalizzazione e la produzione dei pezzi su misura per la bicicletta utilizzando una vecchia fresatrice CNC con un dispositivo di controllo modificato a partire dal programma open source.

http://homebrewedcomponents.com

 

 

3D Food Printer

Il caso studio si prefigge l’obiettivo di analizzare la relazione instauratasi tra i ricercatori della Cornell University e la piattaforma sociale di autoproduzione Fab@Home, collaborazione indirizzata verso l’ideazione e la produzione di una “stampante” 3D capace di produrre cibi solidi partendo da un modello grafico.

Chi:

La macchina che si occupa della stampa 3D è un’idea originale sviluppata sulla piattaforma open-source Fab@Home, piattaforma che raccoglie i progetti di macchine per stampa e di oggetti prodotti con esse. L’idea di usare ingredienti commestibili e la successiva modifica della stampante per ospitare i preparati a base di gel, sono innovazioni prodotte dal team di ricerca della Cornell University che si sta occupando della ricerca. Per il momento l’idea è in fase di sperimentazione, alcune case produttrici hanno però già fatto loro il progetti sovvenzionando la ricerca e producendo dei primi prototipi (Philips, Essentials Dynamics Inc.)

Cosa:

Il progetto nasce soprattutto grazie alla piattaforma Fab@Home sviluppata al Mit. I ricercatori della Cornell University hanno fatto loro le macchine di stampa 3D e hanno sostituito le resine solitamente utilizzate  con gel alimentari dalle caratteristiche più o meno simili, in modo da ottenere piatti (per il momento freddi) commestibili, partendo da un’idea grafica. Lo scopo è quello di portare le caratteristiche della produzione seriale di un’industria alimentare e la minuziosità della produzione artigianale, in un ambiente domestico, senza il bisogno di possedere doti culinarie particolari.

Perché:

Il caso della “stampante per alimenti” rientra di diritto nel campo della personal factory, campo vasto che è stato esplorato sotto diversi aspetti ma che comunque offre ancora possibilità di sviluppo. Rappresenta una particolarità in quanto non è il classico prototipo di oggetto prodotto da un designer ma cerca di mixare le nuove tendenze sviluppate in quel mondo  con quelle dell’arte culinaria, da sempre intesa come una forma d’arte manuale. Se la macchina diventasse una realtà a portata di tutti ed entrasse nelle case della gente (seguendo il processo di diffusione già visto con altri elettrodomestici quali il micro-onde) potremmo assistere alla nascita di una materia particolare come quella della grafica gastronomica in cui non sarebbero necessarie doti gastronimiche particolari per produrre piccoli capolavori. Senza considerare l’abbattimento dei costi di produzione di una realizzazione domestica, sicuramente minori di quelli artigianali.

Creative Machines