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fast food – The BAMN Automat

martedì, novembre 4th, 2008

Real Food: The BAMN Automat - video

 

 Bamn! ha aperto il primo ristorante automatico in America (in Olanda funzionano da anni). Il concetto che sta alla base è quello delle macchinette distributrici di merendine o sigarette: ci sono scompartimenti a vista con i piatti, si sceglie quello che vuole, si inseriscono i soldi e si ottiene il cibo. Puro e semplice. Nessun cameriere, spese ridotte ai minimi termini. I gourmet? Bè, i gourmet vadano da McDonald’s, da Kentucky Fried Chicken o da Pizza Hut, che a questo punto al cospetto di Bamn! diventano templi della moderna gastronomia.

I prezzi proposti da Bamn! sono decisamente concorrenziali: per meno di 2 dollari (circa 1,50 euro) si ottengono hot dog, hamburger, tranci di pizza, strisce di pollo fritto. Alle spalle ci sta un investimento di 500 mila dollari di David Leong e Robert Kwak. Chi ha creato il marketing e ha trovato la parola è Nobu X: «La parola Bamn! dà l’idea di qualcosa veloce come un colpo di pistola o la parola “damn”, associata a “damn good” – che in inglese significa “dannatamante buono”», spiega Nobu X. «Inoltre volevamo qualcosa di leggero, luminoso. E poi l’automatico” ricorda la New York degli anni Venti e Cinquanta e i film di quegli anni». Infatti Nobu X non mette in primo piano il cibo, ma «l’atmosfera “vintage” che emana dai ristoranti automatici». In ogni caso se i cibi restano negli scompartimenti a vista per più di 15 minuti, vengono gettati, assicurano i gestori di Bamn!.

At Inamo in London, fine dining with a touch of tech

lunedì, novembre 3rd, 2008

October 31, 2008 in

http://www.springwise.com/food_beverage/at_inamo_in_london_fine_dining/

The impatient and hungry tech-heads of London have been given a new treat with the launch of Inamo, a pan-Asian restaurant that has canned the traditional printed menu in favour of an interactive ordering system. An illustrated menu is projected onto the diners’ touch-sensitive table, which also lets customers personalize the décor of the booth by selecting sounds and animated, projected table ‘cloths’. While waiting for their meal—the pan-Asian menu was created by head chef Anthony Sousa Tam, previously of Nobu, Ubon and Hakkasan—diners can use the touch-table to watch a live feed of their chefs at work, or to find information on what’s happening in the neighbourhood. Should the evening be going well, courting couples can use the system to book a taxi home, or if the evening descends into kill-me-now silence, rescue is at hand in the form of the system’s built-in games.

The restaurant’s inspiration came from the founders’ frustrations at inattentive waiters when dining elsewhere. However, this doesn’t mean Inamo is devoid of the human touch: food is brought to the table by staff members, who are also on hand to answer diners’ questions. The restaurant’s designers also wisely avoided a tech-inspired décor, instead creating a look that’s fresh and attractive, with technology offered not as the main course, but as an integrated enhancement.

With Adour’s interactive wine bar, and uWink’s entertainment kiosks at tables, food and beverage venues are bringing a digital dimension to their offer. For more on how the offline world—also known as the real world, meatspace or atom-arena—is adjusting to and mirroring the increasingly dominant online world, check out trendwatching.com’s briefing on OFF=ON.

Website: www.inamo-restaurant.com
Contact: www.inamo-restaurant.com/contact.php

Alcuni link_01

lunedì, ottobre 27th, 2008

In questo primo post ho inserito ARTICOLI o BREVI SAGGI che mi hanno aiutato ad approfondire alcune tematiche.

>> “Sprechi in tempo di crisi, un lusso che non possiamo permetterci” tratta il tema del quotidiano spreco alimentare. Interessanti da approfondire sono alcune iniziative, appena accennate all’interno dell’articolo, quali “Last Minute Food” collegata alla figura del docente Andrea Segrè; e “Isole Verdi“, parte del “Progetto Ambiente” di Enel.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/sprechi-lusso/sprechi-lusso/sprechi-lusso.html

>> “Sostenibilità: i Ristoranti a Km Zero” corrente gastronomica nata a Padova, con il preciso intento di valorizzare le produzioni locali utilizzando materie prime reperite nel raggio di 100km.

http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/04/29/ristoranti-menu-km-zero.html

>> “Energia rinnovabile, design e formazione” breve report dell’evento che ha costituito l’occasione per illustrare a futuri designers dell’Università Iuav, il panorama delle energie rinnovabili e del loro impatto nelle città, nelle case, e nella futura vita quotidiana.

http://www.trevisosystem-online.com/Dati/home/La-CCIAA-p/25_trevisan.htm_cvt.html

>> “Impatto zero su scala urbanistica” analisi di tre importanti casi (la riqualificazione del porto di Middlesbrough; il quartiere Vauban a Friburgo; Dongtan in Cina) di interventi urbanistici che vogliono raggiungere l’ambizioso traguardo dell’“impatto zero”.

http://www.rinnovabili.it/impatto-zero-su-scala-urbanistica-tre-esempi-di-eccellenza

>> “Rifkin: Roma ha sbagliato rotta, solo il business verde ci può salvare” intervista a Jeremy Rifkin, il teorico americano della nuova Europa, che guarda a Bruxelles come all’unico motore capace di trainare il mondo fuori dal pantano della grande crisi.

http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/rifkin/rifkin.html