Posts Tagged ‘Energia’

Carbonrally

sabato, aprile 10th, 2010

Carbonrally è una piattaforma americana che unisce il concetto di social network a quello del gioco online, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2.  Sul sito vengono regolarmente proposte delle competizioni tra gli utenti allo scopo di guadagnare punti riducendo i consumi. Si può creare un proprio team oppure ci si può unire a uno già esistente. Qua sotto l’esempio di “challenge” più recente:

Dati, tabelle e trend

martedì, aprile 6th, 2010

Si chiama OEDC ed è un utilissimo sito dove potete trovare informazioni relative  a tutta una serie di categorie in linea con i nostri gruppi di lavoro.

Ci sono molte tabelle che riguardano le tendenze dei vari settori e alcuni grafici interessanti, oltre che una piccola introduzione alle varie categorie (elencate nella foto qui sopra).

Non tutti i dati sono recentissimi (molti riguardano il 2006/07) ma  possono ugualmente dare un idea sulla strada da prendere per il lavoro.

Spesa energetica: arriva il carrello che produce elettricità

lunedì, aprile 5th, 2010

La soluzione, progettata dai designer Kitae Pak e Inyong Jung e presentata su Yanko Design, consiste in carrelli ridisegnati dotandoli di ruote in grado di immagazzinare l’energia cinetica prodotta dal movimento del carrello stesso, successivamente trasformata, da un apposito commutatore, in elettricità disponibile per l’illuminazione del supermercato. Con l’elettricità generata dai carrelli energetici sarà possibile coprire buona parte del fabbisogno mensile del supermercato.

Celle a Combustibile:Nuovo Slancio per una tecnologia sostenibile da scoprire

mercoledì, marzo 31st, 2010

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Le celle a combustibile sono una tecnologia che potrebbe e dovrebbe facilmente competere con i tradizionali metodi di creazione e distribuzione di energia elettrica. Le celle a combustibile possono essere paragonate ad una batteria alimentata continuamente e che opera utilizzando le proprietà chimiche dellidrogeno e dell’ossigeno per creare corrente elettrica utilizzabile.

Cosi, si producce meno rifiuti di batteria.

Riutilizzare rifiuti plastici non riciclabili per fare nuove strade.

mercoledì, marzo 31st, 2010

 E’ questa l’idea innovativa ed ecologica che sarà al centro del Convegno

 “Strade e Ambiente: la soluzione viene dai rifiuti

Il progetto, nato dall’idea dell’Ingegnere Gabriele Andrighetti della Provincia di Ferrara e che ha visto il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara curatore della ricerca scientifica di accertamento di stabilità, idoneità e resistenza del materiale, consiste in un’unità modulare componibile per rilevati stradali, un nuovo prodotto che si può utilizzare al posto della terra e della sabbia nella costruzione per l’appunto di un rilevato stradale.
L’idea – spiega l’Ingegner Andrighetti – è nata dalla consapevolezza dell’esperienza che la difficoltà di reperimento delle materie prime ha importanti riflessi economici ed anche ambientali nella realizzazione di un’opera stradale, e sicuramente anche nel tentativo di dare al proprio territorio le infrastrutture adeguate in un rapporto costi/benefici accettabile”.
Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre 4 anni, il nuovo prodotto è un insieme di unità modulari componibili costituiti da un materiale inerte ottenuto dai rifiuti plastici.
L’utilizzo di materiali plastici post consumer, derivati sia dai rifiuti solidi urbani che da rifiuti industriali per la costruzione di rilevati stradali – afferma il Prof. Antonio Tralli del Dipartimento di Ingegneria di Unife – appare di grande interesse per molteplici motivi. Innanzitutto per la grande quantità di materiale a disposizione e per la possibilità di ottenere un materiale che abbia dal punto di vista meccanico le caratteristiche idonee per sostenere i carichi e presenti contenute deformazioni differite nel tempo per carichi di lunga durata. Inoltre tale materiale deve possedere caratteristiche di stabilità idonee dal punto di vista chimico e ambientale. Possiamo inoltre parlare dei rilevanti vantaggi economici sia dal punto di vista dei costi del materiale che dei costi di cantiere e di movimentazione. Non per ultima è da considerare la ridotta necessità di materiale da costruzione di origine naturale e quindi la limitazione dell’impatto ambientale delle cave”.
Regione Emilia Romagna e Area Spa hanno creduto nelle potenzialità del progetto sostenendo lo sviluppo e la produzione del materiale necessario alla costruzione di un primo tratto sperimentale di rilevato stradale.
Si tratta dunque di un mix di rifiuti plastici composto prevalentemente da plastiche eterogenee provenienti dai residui dei processi di fabbricazione dei prodotti plastici industriali e dai rifiuti plastici recuperati dalla raccolta differenziata, il cosiddetto cascame plastico.
Sia la tecnologia di produzione della materia prima/seconda che il progetto dell’unità modulare componibile per rilevati stradali, compresi i suoi utilizzi, sono oggetto di appositi brevetti.

Geotermia a piastre sommerse

mercoledì, marzo 24th, 2010

L’azienda Giitalia propone una soluzione geotermica che sfrutta bacini d’acqua per effettuare lo scambio termico che tradizionalmente avviene sottoterra, questa prospettiva sicuramente allarga i possibili scenari di progettazione.

Fotovoltaico organico

mercoledì, marzo 24th, 2010

A fronte dell’alto costo, anche in termini ambientali, della produzione dei pannelli di Silicio, è attivo un fronte di ricerca su materiali organici alternativi che, in futuro, a parità di resa costeranno e impatteranno molto meno. Ad oggi, pur tenendo in considerazione gli incentivi statali offerti dal “conto energia”, il maggior ostacolo alla diffusione degli impianti fotovoltaici è l’alto costo iniziale da sostenere, se pur ripagato poi nel tempo, per l’impianto.

QUI i dettagli.

Algacoltura

mercoledì, marzo 24th, 2010

Oltre ad essere, come ogni pianta, ottime eliminatrici di CO2, le alghe sembrano sempre più poter avere un ruolo in qualità di fonte energetica alternativa.

QUI i dettagli.

Risonanza stocastica

mercoledì, marzo 24th, 2010

Le onde sonore sono una vibrazione e qualsiasi vibrazione implica un’energia.

Così, riconoscendo i rumori come onde sonore, si può facilmente intuire il lavoro che viene portato avanti nei laboratori NIPS dell’università di Perugia: ricavare energia utile dai rumori della città.

Cos’è nel dettaglio

Video di presentazione di un congresso legato al tema

Superfici piezoelettriche

mercoledì, marzo 24th, 2010

Non sono certo nate ieri, tuttavia ultimamente si stanno raggiungendo risultati in qualità di efficacia energetica/costi più promettenti.

QUI evidenziata un’applicazione urbana: il marciapiede che produce energia.