Posts Tagged ‘Ecotown’

GOOD LIFE SOCIAL ECOLOGY

giovedì, ottobre 23rd, 2008


Good Life social ecology è una realtà organizzata come proprietà condivisa di spazi domestici, servizi e mezzi di trasporto. Gli abitanti condividono un obiettivo comune di cambiare i propri stili di vita in favore della costitituzione di una comunità sostenibile.
Ogni cluster di co-housing condivide e mantiene un giardino, un orto, un area pubblica. Le proprietà individuali sono organizzate attorno a corti, considerate come living room esterne. Turre le attività di mantenimento e sviluppo sono gestite dalla comunità mentre le abitazioni sono autonome da un punto di vista del consumo di energia. Persino l’approvvigionamento è gestito in comune attraverso un sistema di gruppi di acquisto.

L’interesse di questo progetto sta nell’interesse a creare un “sistema” autosufficiente nel quale gli abitanti sono attivamente coinvolti nella sua crescita e mantenimento. Considerato come stimolo concettuale , può essere preso in considerazione per progetti che tengono l’utente stesso al centro del sistema di prodotto/servizio.

FONTI
http://www.wag-architecture.co.uk/2008/05/29/the-good-life-social-ecology/

ELECTROCITY

giovedì, ottobre 23rd, 2008


Electrocity è un gioco online per la costruzione di una città online dal basso impatto ambientale e dall’alto valore percepito.
Introduce la dimensione del gioco, come elemento incentivante ed ha l’obiettivo di comunicare le dinamiche che stanno dietro ad una società sostenibile, per permettere ai ragazzi di interiorizzarle e tradurle in un comportamento consapevole.

Le regole del gioco sono semplici, il giocatore è il “sindaco” della città ed il punteggio viene calcolato in base alla qualità della vita dei cittadini.
Attraverso la costruzione di case e strade, la produzione, i servizi alla persona, la gestione delle aree verdi ecc, la città cresce, ha un’impatto sull’ambiente e consuma energia.
Anche l’ impatto economico dei contributi da parte dei cittadini, influisce direttamente sulla loro “felicità”. Il punteggio viene calcolato in base a tabelle che esprimono gli indici di gradimento e di equilibrio ambientale.

FONTI:

http://www.electrocity.co.nz/

altri esempi similari:
http://www.carbondiet.org/

http://myabodo.com/

CURITIBA, BRASILE

martedì, ottobre 7th, 2008

Curitiba, la città brasiliana che negli anni Settanta ha rivoluzionato la propria struttura viabile in pochi giorni, implementando l’efficienza del trasporto pubblico e inducendo i cittadini a non avere più bisogno dell’automobile.

Curitiba è la capitale dello stato del Paranà, in Brasile, ed ospita circa 1.8 milioni di residenti. In questa città, già dagli anni Sessanta , si cominciarono ad adottare riforme sostenibili in tema di mobilità. Da un giorno all’altro il sindaco della città, Jaime Lerner, decise di ripavimentare le strade carrozzabili, piantando aiuole e alberi, sostituendo le piante man mano che queste venivano abbattute dagli oppositori. Nel giro di pochissimo tempo la viabilità è stata completamente rivoluzionata.
La seconda operazione fu quella di creare un sistema di trasporti con strade riservate ai bus , rampe coperte per il passaggio pedonale, piste ciclabili. Dopo un breve periodo il sistema dei trasporti divenne così efficiente che la gente cominciò a non usare più l’automobile.
Un nuovo sistema di trasporto pubblico fu creato dopo l’adozione di 5 arterie cardinali. Il Bus Rapid Transit (Transito rapido di Autobus) sfrutta le caratteristiche positive di un sistema metro, ma con il vantaggio di utilizzare autobus di superficie: in questo modo il sistema diventa più flessibile rispetto ad un LRT (Light Rail Transit, o metropolitana leggera ) ed anche notevolmente più economico. A Curitiba l’adozione di fermate tubo e stazioni su modello del sistema della metropolitana hanno evitato i problemi di controllo dei biglietti e quelli delle code. Il pagamento avviene sempre prima dell’entrata nella stazione o fermata (tubo). L’alta frequenza degli autobus fa in modo che il volume dei passeggeri trasportati, nella rete integrata di Curitiba sono più di 2 milioni al giorno, sia simile a quello di un sistema di metropolitana vero e proprio, ma ad un costo strutturale notevolmente inferiore.

LEAF COMMUNITY

martedì, ottobre 7th, 2008

La prima comunità in Italia, che si propone come laboratorio di ricerca e sperimentazione per un lifestyle sostenibile, servendosi delle tecnologie più innovative sul tema dell’utilizzo di energia rinnovabile.
Leaf community, in provincia di Ancona, è la prima comunità ecosostenibile in Italia. E’ alimentata interamente a energia pulita, ed è definibile come un “laboratorio” di tecnologia, integrando diversi aspetti/elementi che contribuiscono alla definizione di uno stile di vita sostenibile.

L’intero progetto è stato realizzato grazie al contributo di aziende partner, che hanno svilupato sistemi ad hoc per il raggiungimento dell’obiettivo “verde” di leaf community . Tra queste si possono citare Whirpool, Enel, Loccioni, Ikea , Iguzzini e altre.
Leaf comunity si propone come un laboratorio internazionale aperto, di ricerca e progetto, per studiare ed analizzare i consumi e la fattibiltità di un possibile ampliamento su scala urbana.
(continua…)

IL DESIGN NELLA DEMOCRAZIA URBANA: QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA?

martedì, ottobre 7th, 2008

Le dinamiche urbane dissezionate da John Thackara e Sunil Abraham, domande e risposte sull’anatomia delle città

di John Thackara + Sunil Abraham

Quale è il ruolo del design nel creare una città democratica?
JT. Ogni città è parte di una più ampia ecologia che include l’estrazione di risorse, l’uso dell’energia, l’impatto ambientale, la movimentazione dei rifiuti e i network sociali. Le regole che governano il funzionamento – o il mal funzionamento – di questa più ampia ecologia sono guide politiche nate da un’epoca in cui si poteva bruciare carburante fossile a basso costo ignorandone le conseguenze ecologiche. Quell’epoca è ormai finita, e il trend eco-cida delle sue politiche e del suo sviluppo economico è diventato un ostacolo alla sopravvivenza. Oggi, l’unica funzione significativa che il design può avere è aiutare la gente a trasformare le modalità con cui si ottengono cibo, energia, materiali, ed acqua – sia nelle città sia al di fuori. Questo tipo di design è chiaramente “politico” dal momento che si oppone all’esigenza della società industriale di avere accesso a risorse illimitate in un mondo dalle capacità di sostegno finite. Ma ecodesign – e quindi ecopolitica – vuol dire trovare nuovi modi di abitare, non nuovi modi per organizzare le istituzioni di governo.
(continua…)