L'evento è il territorio

L’articolo illustra come i grandi eventi hanno cambiato il volto delle città ospitanti, sia come comunicazione a livello globale che come promotore di innovazione.

Dai giochi Olimpici di Barcellona ai programmi futuri per Milano 2015, le città che ospitano i grandi eventi fungono da poli di innovazione e anello cruciale per l’investimento sul futuro.

Oltre ad una riconsiderazione dell’ immagine della città a livello globale e turistico, le economie locali sono stimolate alla riquailificazione ambientale e sostenibile.
Le città che ospitano  tali eventi si trovano infatti di fronte a una doppia sfida: trasmettere un messaggio forte all’estero e rendere reali i benefici a livello locale (Greg Clark).
Tra gli effetti positivi, oltre al rimodernamento dell’immagine della città su scala globale, c’è l’inaspettato incremento del bisogno di scambio e del confronto competitivo, utile per stimolare innovazione e promuovere eccellenza.
Il rischio è quello di sovradimensionare gli investimenti e le realizzazioni, senza considerare l’effettivo afflusso di persone  e l’imponenza di tali opere nel momento in cui non saranno più in uso.

L’esempio di Torino 2006 porta a comprendere come la città abbia saputo utilizzare i giochi invernali come catalizzatore di una riconversione dello sviluppo e dell’identità, diventando incubatore di iniziative, attrattiva turistica e facendo un primo passo per proporsi a livello globale come città organizzatrice di grandi eventi.
Essenziale è stato il coinvolgimento dei cittadini  che, nel caso di Torino , è stato un passaggio chiave per il successo e l’accettazione dell’eventi, oltre inevitabilmente a portare lo sviluppo di nuove competenze e l‘aumento di posti di lavoro.

Torino  è anche uno dei nodi di “Slim City”, la rete di città del mondo che si sono attivate sui temi dell’energia e dell’ambiente, e del “Conveyant of Manors” alleanza tra le città d’Europa per un aiuto reciproco e scambio di  pratiche di eccellenza.

Fonti:

Guido Romeo , “L’evento è il territorio, come le manifestazioni internazionali riprogettano le città” -  in Nova24, giugno 2008 , pp 17-27 .

***l’articolo e la rivista sonon disponibili su richiesta.

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