La figura del Mobility Manager in Italia

Dalla sua prima comparsa negli Stati Uniti e in alcuni Paesi del Nord Europa all’inizio degli anni novanta, il mobility management oggi trova una concreta adesione negli obiettivi comunitari fissati col trattato di Amsterdam per la riduzione dell’8% delle emissioni di gas serra entro il 2010.
Oltre il 75% della popolazione europea vive in aree urbane e con la medesima percentuale si sposta in automobile percorrendo, per almeno un quinto sul totale degli spostamenti, tragitti urbani inferiori ai 15 chilometri. La politica del mobility management mira a produrre un reale cambiamento culturale e, allo scopo, le strategie più funzionali non sono solo di natura impositiva ma  persuasiva per creare, attraverso interventi formativi ed informativi articolati in ‘piani di comunicazione’, la consapevolezza del problema e quindi indurre ad un cambiamento nella scelta modale. Per incrementare l’efficacia dell’azione nel suo complesso, infine, vengono programmate azioni  restrittive finalizzate a disincentivare l’uso dell’auto privata per singoli spostamenti attraverso limitazioni della sosta, park, road pricing e creazione di zone a traffico limitato.

FONTI

www.provincia.milano.it/mobility/mobilitymanagement/index.html

www.govint.org/english/interview17it.pdf

http://management.monster.it/4883_it_p1.asp

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