Elogio della bicicletta, Ivan Illich, Bollati Boringheri, 2006

La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 al posto di un’auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un’unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un’ora, ci vogliono 12 corsie se si ricorre alle automobili e solo 2 se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta..

Un piccolo saggio di Ivan Illich con riflessioni sui concetti di trasporto e transito, ostruzione del traffico, velocità che propone differenti scenari di mobilità nella società globale

La sua analisi individua tre modelli di mobilità nell’odierno scenario globale: società sottoattrezzate, che cioè non garantiscono il diritto all’automobilità dei cittadini nemmeno alla velocità della bicicletta; società sovraindustrializzate dove vige il dominio dell’industria del trasporto; ma tertium datur: “c’è posto per il mondo dell’efficacia post-industriale [...] per un mondo di maturità tecnologica”, che cioè vada verso la duplice liberazione dall’opulenza e dalla carenza, che sposti l’asse dal trasporto al transito, dal monopolio alla libertà, che operi una “ristrutturazione sociale dello spazio che faccia continuamente sentire a ognuno che il centro del mondo è proprio lì dove egli sta, cammina e vive”.

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