Archive for the ‘Saggi’ Category

Mit Mobile Experience Laboratory

venerdì, aprile 9th, 2010

Metto a disposizione di chi non lo conoscesse già un altro grande grandissimo serbatoio di progetti sempre a cura del Media Lab dell’ MIT: il Mobile Experience Laboratory.

Questo gruppo di ricerca sta dietro molti grandi progetti internazionali come il Connected Urban Development che ho già postato precedentemente.

P.S.

Non so se avete notato come molti progetti sviluppati nei laboratori del Mit sono finalizzati e sponsorizzati da numerose provincie italiane come la provincia di Brescia per il progetto Ridelink o il progetto di monitoraggio per Roma o ancora il progetto EyeStop sviluppato per Firenze.

Mi chiedo se l’ormai  ufficiale soppressione del secondo anno di laurea magistrale in Design dei Servizi possa essere ricondotta alla proverbiale inerzia del Politecnico nell’investire in nuovi e promettenti settori..

Crowdsource safety

venerdì, aprile 9th, 2010

In questi giorni la rete mi ha condotto alla scoperta di uno di quei termini che oltre a fare di per sè tendenza, può forse prospettare un nuovo modo di guardare a tematiche molto estese come ad esempio la sicurezza nel territorio urbano oppure semplicemente tornarci utile ai fini di una buona consegna.

Riporto brevemente il post di Robin Chase -CEO di Zipcar- tratto dal suo blog  che mi ha ispirato questa riflessione, mentre il post integrale lo trovate qui:

“For all the billions of dollars (and hours of time) spent on airline safety, the actual take down of Umar Farouk Abdulmutallab was by people in the plane. It was adjacent people, using common sense and common reactions, that foiled the plan.[...]
Do I really think that civilians should be trained to disarm terrorists in flight? No. But it does seem to me that these passengers are likely one of the best lines of defense. [...]
After Katrina, we understood that what was really needed was existing on-the-ground communications, owned, operated, and understood by regular people [...]“

Molti di noi avranno accuratamente soppesato la partecipazione dal basso rispetto le tematiche che stanno sviluppando.

Personalmente rispetto la mobilità urbana il tema della sicurezza nella molteplicità delle sue manifestazioni sta prepotentemente emergendo dal contesto (contrariamente alla mia volontà).

Cosa succederebbe se prima che per bisogno i cittadini collaborassero fra loro creando una rete di prevenzione?

Su questo Blog che si occupa specificatamente di crowdsource viene affrontato il tema del road safty.

L’autore riassume le principali cause legato all’elevato numero di incidenti stradali riferendosi agli Usa in quattro categorie:

Driver Behaviour

Driver Impairement

Road Design

Vehicle Design and maintainance

Alcuni esempi possono essere interessanti e li torvate qui.

L’idea che mi sono fatto riguarda il prevalere almeno due dimensioni sulle altre: la prima, legata al mondo del role gaming rivolta cioè alla socialità. Questo scenario è favorito dalla possibilità di scambiare dati che possono facilmente essere convertiti in “Skills” ed avviare così la ricerca del punteggio migliore. Ci ha già pensato Honda con Insight hybrid, sviluppando una sorta di gioco installato direttamente nell’auto ed accessibile attraverso un pulsante sul cruscitto che guida gli utenti ad un uso consapevole del mezzo con tanto di classifiche aggiornate in tempo reale e così via

La seconda già citata è quella rivolta alla prevenzione. Il SN Ushahidi che cito principalmente per pigrizia, ma che  in realtà si occupa più specificatamente di tematiche legate alle crisi umanitarie, offre una piattaforma partecipativa attraverso la quale gli utenti postano le loro testimonianze, e poichè vissute direttamente spesso risultano molto affidabili e precise. Qualcosa di molto simile al citizen journalism ma in forma contratta e più rivolta alla creazione di una mappa/grafico accessibile a tutti.

Tempo fa, in concomitanza con l’irrigidimento delle sansioni a carico di chi guida in stato di ubriachezza reale o presunta -con l’indice di tasso alcolico consentito sempre più tendente allo zero- venivano incessantemente trasmesse in televisione le pubblicità statali nelle quali si santificava il martire che al finire della serata riportava a casa tutti sani e salvi, sacrificando cioè quel bicchierinoche comporta un elevato fattore di rischio.

Io non ne ho mai conosciuti, ma nessuno mi impedisce di immaginare per loro una sorta di raccolta punti con magari qualche premio alla fine, come già accadeva tempo fa con i biglietti per le discoteche se si risultava “puliti” al test del palloncino: il bastone e la carota!

La rete di prevenzione dunque potrebbe facilmente assumere i connotati di mezzo per una maggiore socializzazione e per sua natura è trasversale a molte tematiche riguardanti la sicurezza in città.

Propongo dunque di creare un elenco di casi ed idee!

Mi riferisco a quanti di voi hanno nella propria mappa il termine Safty e/o le sue declinazioni che in qualche modo offrono un elemento di collegamento fra i servizi che ci apprestiamo a realizzare.

Su Internazionale di oggi

venerdì, aprile 9th, 2010

Buon giorno a tutti,

su Internazionale di oggi, che come ogni venerdì illumina d’immenso ogni edicola piccola e grande, si discute di:

Salute: “Il lato buono della depressione”

Rifiuti: “I rifiuti dei paesi ricchi bruciano ad Accra”

Naturalmente la rivista affronta oltre a queste numerose altre tematiche attualissime, pubblicando tradotti in italiano articoli scritti da grandi firme internazionali e non, per i giornali di tutto il mondo. E questo è il bello!

Ecco il sommario del numero 841!

Il sito ufficiale

The connected bus

giovedì, aprile 8th, 2010

Quello che vedete è il progetto pilota del grande autobus cittadino imbastito di tecnologia wireless nato dalla partership tra Cisco e la città di San francisco.

Il progetto rientra nel programma Connected Urban Development e precisamente corrisponde all’area denominata CTP ovvero connected public transport, ed il resto vien da sè.

Mi permetto un piccolo appunto sulle possibilità di questo progetto sicuramente ancora in fase di sviluppo,  ma leggendo il pdf con i punti chiave ed i benefici , sembra che l’area in assoluto più trascurata sia la comunicazione al di fuori dal veicolo da e verso i cittadini. Sembra anzi che questo progetto voglia focalizzarsi su un potenziamento quasi esclusivamente tecnologico del veicolo a scapito della componente organizzativo del servizio.

Ad esempio: quale sarà il destino delle aree di attesa (le vecchie banchine) se è possibile comunicare con il velicolo in qualsiasi punto della città? Ed ancora, forse si potrebbe agevolare il passeggero accompagnandolo al punto più vicino al luogo di interesse, anzicchè doverlo abbandonare alla fermata più vicina che potrebbe rivelarsi comunque lontana centinaia di metri.

Forse con un pò di immaginazione si potrebbe visualizzare il futuro dei mezzi pubblici su asfalto molto lontano dalla attuale concezione di “linea”.  Si potrebbe ad esempio pensare ad itinerari dinamici a seconda della richiesta effettive,  mediate da un sistema di geolocalizzazione che avvisa i passeggeri di prepararsi a scendere nell’area più vicina rispetto le loro richieste. Questo cambierebbe molte cose, ma soprattutto sfrutterebbe l’enorme quantità di dati in entrata e uscita che l’autobus sarebbe capace di gestire.

Poi c’è un passaggio nel video (lo trovate in coda) che mi turba più di quanto dovrebbe: la prospettiva di avere mezzi pubblici senza autista automaticamente mi fa guardare con tenero trasporto ai mezzi a pedale.

Video di presentazione esteso del progetto.

Meet The Media Guru

giovedì, aprile 8th, 2010

Reindirizzo a tutta la classe l’invito al Meet The Media Guru di Venerdì 16 Aprile presso la mediateca S. Teresa in via della Moscova 28.

Ospite della serata Lev Manovich che parlerà di software culture, nuovi paradigmi antropologici e nuova sintassi del contemporaneo: così recità l’invito che troverete sul blog dell’organizzazione.

Personalmente ho già avuto il piacere di assitere a due serate oranizzate da MTMG e la prospettiva di non essere presente mi sembra adesso più che mai delittuosa.

Ho avuto il piacere negli incontri precedenti di assistere agli interventi di Roger Malina che ha illustrato il suo lavoro di ricerca fra arte e scienza (il solo accostare questi due mondi mi sembrava allora come adesso meno banale di quanto si possa immaginare), poi Vittorio Zambardino e Massimo russo sul loro ultimo lavoro “Eretici digitali” visionabile per intero sul loro blog.

Per iscriversi e ricevere un invito basta compilare il modulo di iscrizione ma soprattutto presentarsi in tempo alla mediateca prima del fulmineo esaurimento posti, ma in caso tutto quello che accade sarà proiettato nell’adiacente bar e poi caricato sul sito.

Su Nova24 di oggi

giovedì, aprile 8th, 2010

Buon giorno a tutti,

su Nova24 “appena” uscito in edicola con il Sole 24 Ore e “fumante” fra le mie mani, stamattina  si discute di:

a) La terza dimensione del suono: i sistemi binaurali

b) I treni ad alta velocità (Le ferrovie dello stato da questo mese adotteranno la banda larga sui treni Freccia Rossa)

c) Reti di Città salvaclima, la salvezza locale del clima globale

d) L’html5 e la riorganizzazione del sistema del sistema del video (sottotitolo: Apple e Google boicottano Adobe…e fanno anche bene)

e) Milano 3.0 e i 10 progetti di giovani creativi.

f) Foursquare e Gowalla,i due principali location-based social network a confronto

Apre le danze Bruce Sterling raccontando le inefficienze dei moderni sistemi di archiviazione dal punto di vista storiografico, causa di costante migrazoine di file da un supporto all’altro per sfuggire all’obsolescienza dei sistemi di lettura.

…A qualcuno interessa??

Osservatorio sui comportamenti di mobilità degli italiani

mercoledì, aprile 7th, 2010

Grazie al cielo ci pensa ISFORT (istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) ad inondarci di dati dettagliatissimi sulla mobilità urbana e le caratteristiche generiche dei residenti delle diverse regioni esaminate.

I dati sono aggiornati al 2007 ed è possibile scaricare la scheda in pdf.

Qui un breve riassunto dei dati principali emersi dalla ricerca a cura di Cittalia.

Il futuro dei Media

martedì, aprile 6th, 2010

Pew Research Center dedica un esauriente analisi sulla situazione dei media, soffermandosi sui trend emergenti e previsti, restituendo una visione chiara di quanto i new media siano stati capaci di fagocitare ogni altro canale comunicativo tradizionale.

co-op

domenica, novembre 23rd, 2008

 

CO-OP is a free web app that allows co-workers to stay connected. Stay in tune with your co-workers. Ask questions, share knowledge, track time, and update agendas all in one place: Co-op.  It shows what you are working on, what is our daily agenda, and what we worked on yesterday. In addition to the status updates, and daily agendas, Co-op also offers time tracking.

What are we working on?

Co-op makes it easy to stay connected with your co-workers without disrupting them. Your team can use it to post updates, ask questions, share links, and track time.

What is our agenda today?

Quickly share your daily agenda with your co-workers. Quickly scan your co-workers’ agendas. Then cancel your daily status meetings!

What did we work on yesterday?

As each team member updates status and tracks time, Co-op automatically records the transcript. You can go back in time to see what your team has accomplished each day.

Co-op is a great idea for the workplace so that anyone can view everyone’s status without disrupting anyone or having to leave your desk. 


Ravi needs a designer for an hour to complete a small task, but he checks the resourcing spreadsheet and everyone looks booked. Instead of running over to the creative suite and asking around to see who’s currently working on what, Ravi could login to Co-op and glance at the designer’s status messages. In Co-op he can see that Kat is already focused on a project with an end-of-day delivery, while Casey is working on an internal project and appears to have more availability.

Follow Ravi and join in the co-op!

http://coopapp.com/

Microblogging: un blog in 140 caratteri

giovedì, novembre 20th, 2008

E’ la moda del momento: il microblogging sta prendendo sempre più piede, anche qui da noi, tanto che nei mesi scorsi si è addirittura tenuto un barcamp (una non-conferenza) sul tema. Ma cos’è il microblogging?

Il microblogging, stando a Wikipedia, “è una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in Rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni, appunti. Questi contenuti vengono pubblicati in un servizio di Social Network, visibili a tutti o soltanto alle persone della propria community”.

Si tratta quindi di un’evoluzione rispetto ai blog tradizionali: se nel nostro blog possiamo scrivere quanto ci pare, col microblogging l’essere stringati e saper riassumere in micro-contenuti il nostro messaggio diventa fondamentale.

Uno dei protagonisti indiscussi di questo fenomeno è Twitter (del quale abbiamo già parlato in questo articolo). Nato nel luglio 2006 si è subito imposto all’utenza per la sua facilità d’uso e per l’immediatezza delle informazioni: in 140 caratteri (aggiornabili anche via SMS) è possibile raccontare una storia, seguire le news delle principali testate online o anche solo raccontare in “miniracconti” la propria giornata ad amici e “followers”.

Anche Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti, ha un account Twitter che è riuscito a raccogliere durante la campagna elettorale oltre 132.000 followers (un follower è una persona che decide volontariamente di seguire i tuoi update), ne abbiamo parlato anche in un articolo dedicato all’importanza del Web 2.0 nella campagna elettorale USA. Un fenomeno inarrestabile, che sta contagiando anche i politici di casa nostra (vedi colonna di destra).  

Altro servizio, più simile ad un blog che ad un microblog è tumblr. Tumblr permette di aprire un mini-blog in pochissimi minuti. Grazie poi ad uno speciale pulsante da salvare nei preferiti del nostro browser (in gergo tecnico si tratta di un “bookmarklet”) possiamo inserire nel nostro tumblr foto, testi, video, audio e qualunque altra cosa ci possa interessare con pochissimi click del mouse.  

Inevitabilmente, dopo il successo di servizi precursori come Twitter e Tumblr sono arrivati decine di servizi simili, che a volte si limitano a copiare le funzionalità di uno o dell’altro mentre a volte le integrano, creando servizi nuovi ed innovativi.

Esempio italiano di integrazione in questo campo è Meemi, che fa del meme l’unità minima di informazioni che gli utenti scambiano tra di loro. Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, sempre secondo Wikipedia.

Su Meemi oltre alle varietà di memi (testuali, audio, video, ecc…), sono a disposizione dell’utente i canali (molto simili ai tag) e la fonte per condividere o collezionare un nuovo micro contenuto.

Come raccapezzarsi in questo mare di servizi tutti simili tra loro? Quale usare? Quale invece scartare? Beh, la domanda è difficile e una risposta univoca non c’è. I servizi di microblogging seppur simili tra loro attirano diverse fasce d’utenza divise per nazionalità, o anche per “educazione”: ci sono piattaforme dedicate al semplice divertimento e piattaforme più “serie” dove messaggi come “vado al bagno” sono più difficilmente accettati. L’unico modo per capire quale servizio è più adatto a noi è provarli, se non tutti almeno qualcuno.